Sacconi: l'aiuto per i redditi bassi sarà cash per le imprese alleggerimento dell'Ires

L'intervento allo studio del governo non sarà un bonus fiscale, ma diretto. Il ministro: e sull'erogazione saremo tempestivi. Poi aggiunge: "Sono convinto che la Cgil ritirerà lo sciopero". "Aiuti alle imprese nel loro complesso, a partire
dalle pmi". Aiuti per l'auto? "In una dimensione europea". La Cgil: a rischio 400mila precari

Roma - L'intervento per i soggetti a basso reddito, allo studio del governo, sarà "cash, non un bonus fiscale" che agirebbe solo il prossimo anno. Lo ha detto il ministro del Welfare Maurizio Sacconi parlando alla trasmissione tv della Lucia Annunciata In mezz'ora. Sui tempi dell'erogazione del contributo, Sacconi ha detto: "Saremo molto tempestivi".

"La Cgil? Ritirerà lo sciopero" "Sono convinto che la Cgil ritirerà lo sciopero" del 12 dicembre dopo la presentazione del pacchetto anti-crisi domani da parte del governo. Sacconi aggiunge: "Noi avremmo tutto l'interesse che anche la Cgil partecipasse a questo sforzo che dobbiamo compiere per sostenere i ceti più deboli. Sono convinto che la Cgil ritirerà lo sciopero. Sono convinto perché noi cercheremo di convincerla presentando un pacchetto di misure che possa rappresentare una ragione sufficiente per consentire a loro di dire: manteniamo pure la contestazione sull'impostazione generale della politica del governo ma abbiamo un argomento per riflettere sulle ragioni dello sciopero".

Allo studio Ires C'é "l'esigenza di ridurre la pressione fiscale diretta sulle imprese. Pensiamo di ridurre l'Ires relativamente all'incidenza costo del lavoro" incluso nell'Irap, ha aggiunto Sacconi, confermando dunque le ipotesi circolate nei giorni scorsi, di uno sgravio dall'Ires di parte dell'Irap pagata dalle aziende. Non ci dovrebbe essere invece un intervento specifico sull'auto. Alla domanda specifica di Lucia Annunziata, se sono previsti interventi per il settore automobilistico, Sacconi ha risposto: "Dobbiamo aiutare il sistema delle imprese nel suo complesso, a partire dalle pmi". E ha anche ribadito che un eventuale aiuto all'auto va pensato "in una dimensione europea". Sacconi ha aggiunto che ci saranno "forme molto originali per controllare comportamento delle banche. Le banche saranno aiutate ad avere liquidità tra loro ma debbono garantire liquidità alle imprese".

Compatibilità con i conti Il piano anti-crisi allo studio del governo deve tenere conto dei vincoli di compatibilità di finanza pubblica. "Noi dobbiamo tenere conto - ha dettoMaurizio Sacconi - del vincolo del debito pubblico molto più importante di quello del rapporto tra deficit e pil. Nel 2009 avremo importanti emissioni per finanziare questo debito. E' un vincolo pesante e le iniziative che facciamo per sostenere l'economia e i ceti sociali più vulnerabili debbono essere commisurate a questo vincolo".

Poco spazio dunque per detassare le tredicesime: questo intervento, "che pure è nel programma di governo, costa dai 6 agli 8 miliardi di euro, la dimensione da manovra economica", fa notare il ministro precisando che quando si parla di 80 miliardi si parla dell'insieme più ampio delle risorse che verranno movimentate "Non abbiamo detto che si tratta di 80 miliardi di manovra di finanza pubblica". Sacconi poi non vuole parlare di "regalo di Natale perché noi stiamo pensando alle famiglie che hanno bisogni primari, che hanno perso il lavoro, i pensionati soli, le famiglie con molti figli".

L'articolazione delle risorse resterebbe, anche se Sacconi non ha né confermato né smentito, quella già circolata: 4 miliardi per imprese e famiglie; 20 miliardi per prestiti alle banche; 16 miliardi per le infrastrutture di cui 7,5 per i trasporti; 40 miliardi di fondi europei. In merito all'incontro con le parti sociali in calendario domani, Sacconi parla di "autentica consultazione delle stesse per definire il pacchetto". Sugli investimenti ha annunciato norme che accorceranno i tempi che intercorrono dalla decisione alla realizzazione e in questo tempo ci sarà anche una revisione dei rapporti con i concessionari, dalle ferrovie a quelli autostradali. "Ci deve essere un rapporto immediato - ha sottolineato Sacconi - tra andamento delle tariffe e andamento degli investimenti. Vogliamo che il cavallo beva". Per questo per gli investimenti "non c'é solo la spesa pubblica ma la stessa può fare da volano alla spesa privata".

La Cgil: a rischio 400mila precari Intanto la Cgil ha lanciato un allarme sul lavoro. Entro la fine del 2008 rischiano di rimanere a casa "centinaia di migliaia di precari", dice il segretario confederale Fulvio Fammoni che sta mettendo a punto per la confederazione un'analisi dettagliata sul fenomeno. L'ordine di grandezza del problema potrebbe essere di circa 400.000 precari. Per Fammoni "le misure sugli ammortizzatori che il governo si preparerebbe a varare, secondo le ipotesi finora circolate, sono insufficienti". La Cgil comunque aspetta di vedere cosa annuncerà il governo per confermare o meno lo sciopero del 12 dicembre. Sacconi si dice "convinto" che lo sciopero verrà revocato ma Fammoni della Cgil evidenza che se il pacchetto di interventi per il lavoro e fiscali sarà quello trapelato finora "restano confermate tutte le motivazioni dello sciopero".