Sacconi: «Ombrello per gli esuberi Alitalia»

da Milano

A favore dei lavoratori di Alitalia che risulteranno in esubero ci sarà una «protezione intensa». Lo ha annunciato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, in occasione del convegno dei Giovani imprenditori di Confindustria che si è concluso ieri a Santa Margherita Ligure. La priorità, per Sacconi, è comunque la definizione di un piano industriale per la compagnia: «Intanto - ha osservato - dobbiamo ancora vedere un progetto di rilancio, poi valuteremo». Il tema Alitalia, alla vigilia dell’avvio a Bruxelles, l’11 giugno, dell’inchiesta per aiuti di Stato sui 300 milioni dati alla compagnia, è stato toccato anche da Silvio Berlusconi.
Il premier ha chiamato a raccolta il mondo dei giovani imprenditori chiedendo chi fosse pronto ad aderire a un azionariato anche diffuso: «Chi se la sente di partecipare?», così si è rivolto il premier alla platea. Berlusconi ha subito aggiunto che «un Paese che vuole avere il suo ruolo nel mondo non può non avere una compagnia di bandiera».
«Lo dico - ha precisato - soprattutto in chiave turistica, considerato l’enorme sviluppo che il turismo avrà nei prossimi anni, con una crescita del 50 per cento. Se c’è una compagnia di bandiera, questa compagnia “tira il turismo”. Se Alitalia fosse stata assorbita da Air France, vi immaginate dove i francesi, che conosciamo bene pur essendo nostri amici, avrebbero portato i turisti?».
La strategia del governo su Alitalia continua a essere indigesta all’opposizione. Il ministro ombra del Welfare, Enrico Letta, sempre da Santa Margherita Ligure ha chiesto più chiarezza a Palazzo Chigi, invitando l’esecutivo a indicare una strategia industriale e un’alleanza con un partner internazionale. «Il problema di Alitalia - ha detto Letta, all’incontro dei giovani di Confindustria - non è di aggiungere altri soldi a quelli che i cittadini e il sistema Italia hanno già buttato via su una compagnia non competitiva. Il problema è il piano industriale: il governo deve dire con quale alleanza e con quale strategia industriale questa compagnia potrà servire bene il Paese».
Intesa Sanpaolo, advisor per la privatizzazione di Alitalia (il Tesoro ne detiene il 49,9%), continua intanto a lavorare sul dossier. Le prime indicazioni arriveranno fra tre settimane, in occasione dell’assemblea della compagnia. Come prima mossa l’advisor verificherà la possibilità di individuare una cordata in grado di acquisire il vettore.