Il sacrificio dei missionari

Egregio Direttore, è con rammarico e ansietà che le scrivo questa lettera. In questi ultimi giorni mi è giunta notizia che i miei fratelli missionari sono in pericolo e fatti segno di fucilate da delinquenti e banditi che scorrazzano avanti e indietro nelle sterminate savane africane.
Sono sicuro, caro Direttore, che si può immaginare da chi sono guidati questi incivili! L’altro giorno un villaggio che si trova nei pressi di uno dei tre fratelli missionari fu incendiato barbaramente con l’intenzione di «scalzare» i padri missionari con i loro fedeli cattolici. I miei fratelli frati dal più anziano (51 anni di dedizione all’Africa), il secondo 46 anni di missione e il terzo 42 anni di immensi sacrifici, con perdita della salute, malaria, colera, tifo, se non la malattia del sonno, essi in questo mezzo secolo, in Africa, hanno costruito, scuole, lebbrosari, ospedali, chiese, officine, per insegnare a lavorare l’ebano e il mogano. Nel 1991 sono andato a trovarli dove dovevo rimanerci sei mesi subito dopo andato in prepensionamento nel porto. Un industriale donò alla missione di Bonar una gru edile che serviva per fabbricare la chiesa più grossa del centrafrica, così i missionari avendo bisogno di un manovratore ed essendo stato per molti anni in porto a Genova sulle gru semoventi addette ai containers, presi la palla al balzo per vedere l’Africa e conoscere le vicissitudini della vita in missione.
Purtroppo dopo 20 giorni mi vennero dei violenti attacchi di malaria, eppure ero vaccinato contro tutte le malattie africane e località tropicali. Quanto a tutti i missionari che sono in zone assai pericolose per la vita, perché il Vaticano non decide di farli rientrare in patria, così, come fu in altre pericolose parti del mondo? Forse con il sacrificio della vita - con il massacro di questi (eroici missionari), la burocrazia clericale ha bisogno di Beati e Santi? L’altra sera sono stato a vedere «Annozero», un tabù che ha scioccato alquanto il clero... ma purtroppo ci sono delle realtà. Il defunto Papa polacco denunciò i casi di pedofilia in alcuni religiosi ma costoro (buona parte) sono ancora liberi in certe parrocchie di dire messa e di predicare.... ma questi presunti pedofili quali omelie convincenti possono dire innanzi agli ignari fedeli rei, di essersi macchiati delle più obbrobriose azioni su «innocenti bambini»?
E andiamo, sul matrimonio dei religiosi... siamo nel 2007 dall’ultimo concilio di Trento sono passati 400 anni in questi tempi il voto di castità non è anacronistico? Non dimentichiamo che negare l’istinto di natura (come la vedo io) è un peccato assai simile come l’obbligo di castità. Chi scrive è un cattolico, praticante ma «senza il paraocchi».