«Sacrileghe le suonerie con il Corano» E in Indonesia scoppia la guerra santa

Le suonerie dei cellulari ispirate al Corano avvicinano i fedeli a Dio o sono peccato? È l’interrogativo su cui si confrontano i vertici di due delle principali organizzazioni islamiche dell’Indonesia. Nel Paese, che ha il più alto numero di cittadini di fede musulmana, le suonerie che riproducono il richiamo alla preghiera o i versetti del Corano sono sempre più popolari e Maaruf Amin, capo del Consiglio degli Ulema di Indonesia, le considera un fenomeno positivo, che induce la gente a pensare più spesso a Dio. «Ogni chiamata in arrivo fa sì che il proprietario del telefono si ricordi del Creatore. Non vedo in questa pratica alcun abuso nei confronti dell’Islam», afferma il religioso. «Inoltre, nei momenti di attesa, potremmo impiegare il tempo ascoltando il richiamo alla preghiera», aggiunge.
La pensa in modo del tutto opposto, Amlir Syaifa Yasin, membro del Consiglio per le fatwa del Consiglio per la diffusione dell’Islam in Indonesia. Il religioso mette in guardia dalle pratiche idonee a «degradare» la religione. «Non è appropriato - afferma deciso - Dio ha rivelato ogni verso del Corano al profeta Maometto e questo non dovrebbe trasformarsi in un diletto». Inoltre, una suoneria ispirata al testo sacro «potrebbe suonare ovunque. E se suonasse in bagno?», si chiede. «Il Corano non può essere letto o declamato in qualunque luogo, soprattutto non in bagno. Se ciò accade sarebbe un insulto alla religione».
Le preoccupazioni di Amlir Syaifa Yasin sono condivise dalla maggioranza dei leader religiosi musulmani. Il Consiglio della giurisprudenza islamica, il più importante organo religioso del mondo musulmano, con sede alla Mecca, ha emesso di recente una fatwa che vieta la pratica, «in quanto il telefono potrebbe squillare in luoghi inappropriati». E in passato, anche gli ulema egiziani avevano condannato in modo particolarmente duro questa usanza, in quanto «mette in ridicolo l’Islam».