Saddam racconta la sua cattura: «Qualcuno deve aver parlato»

«Volevo scappare in moto, ma nel tunnel mi hanno stordito col gas»

Erica Orsini

da Londra

Gli occhi spiritati, la bocca serrata. È questa l’immagine principale che accompagnava ieri l’intervista esclusiva di Saddam Hussein al tabloid britannico The Sun. L’ex dittatore racconta - attraverso uno dei suoi legali, l’ex ministro americano della Giustizia Ramsey Clark - i particolari della sua cattura, i suoi rapporti con il presidente francese Chirac, la sua indifferenza di fronte a un’eventuale condanna a morte.
Uno scoop sensazionale, ma anche le farneticazioni di un pazzo, come il giornale scandalistico sottolineava subito dal titolo. Basti pensare che il tiranno sperava ancora di poter fuggire su una motocicletta pochi minuti prima di venir catturato. Lui, nemico giurato dell’Occidente, pensava di andarsene rincorso inutilmente dai suoi nemici, come Steve McQueen nell’hollywoodiano La grande fuga. Le cose però sono andate diversamente e, per il modo in cui sono andate, il raìs è certo di essere stato tradito. «Prima di venir catturato Saddam si trasferiva ogni giorno in un luogo diverso per organizzare gli insorti - ha spiegato Clarke - per poi ritornare al nascondiglio dove è stato trovato. Adesso sa che è stato un errore. Molto probabilmente i soldati non hanno scoperto da soli il rifugio, qualcuno deve aver parlato».
L’ex dittatore ha anche detto di essere stato gassato nel tunnel dove si nascondeva. «Sono uscito da quel buco dell’abitazione dove stavo - ha raccontato - poi sono sceso nel tunnel, subito dopo ho perso conoscenza». «Ha tentato di raggiungere l’uscita del tunnel - ha aggiunto il suo legale - ma non ha avuto il tempo di fuggire perché è svenuto prima. Inoltre ci ha detto di essere rimasto nel tunnel per qualche minuto, non per ore o giorni». Saddam ha anche commentato per la prima volta la fotografia pubblicata proprio dal Sun che lo ritraeva in mutande, un prigioniero diligente, intento a piegarsi i vestiti, che nulla aveva più a che fare con lo sprezzante e feroce dittatore di un tempo. «Quella foto è un insulto al popolo iracheno, non a me», è stato il laconico commento del raìs che, secondo un altro legale, Issam Gazyzwi, «ha tentato di prendere la cosa con filosofia». Va detto che Hussein non ha ancora potuto vedere di persona le immagini che hanno fatto in pochi minuti il giro del mondo e che da alcuni furono ritenute perfino una violazione dei diritti umani.
Saddam ha parole di gratitudine soltanto per l’«amico di lunga data» Jacques Chirac e il Sun non perde l’occasione per attaccare ancora una volta il presidente francese, «reo» di essersi rifiutato di prendere parte alla guerra contro l’Irak. «La sua viltà - afferma il giornale senza peli sulla lingua - gli ha fatto guadagnare l’eterna gratitudine del macellaio di Bagdad».
Il processo è appena ripreso e potrebbe anche concludersi con una condanna a morte, ma Saddam non ha paura della sentenza. «Non m'importa di venir ucciso - ha fatto sapere - ci sarà sempre un altro Saddam».