Al Sadr impone il velo alle donne cristiane irachene

L'ultima trovata dell'imam radicale: le donne cristiane irachene saranno costrette a indossare il velo pena gravi conseguenze come la segregazione in casa

Roma - Le donne cristiane irachene saranno costrette a indossare il velo pena gravi conseguenze come la segregazione in casa. È quanto affermano gli estremisti islamici dell’esercito del Mhadi che fa capo all’imam radicale Moqtada al Sadr. A dare la notizia oggi, attraverso il Sir, è l’agenzia assira Aina che riporta la traduzione di una lettera firmata dall’esercito del Mahdi, la milizia di Moqtada al-Sadr, l’imam radicale sciita iracheno, diffusa in questi giorni nella capitale irachena.

Nella lettera vengono riportate le parole del martire Mohammad Sadiq al-Sadr. «La Vergine Maria - afferma - era senza velo, così che alle donne cristiane sia concesso la stessa cosa? E Fatima al-Zahara era senza velo? E le spose dei Califfi nel primo Califfato e dei successivi erano senza velo? No e poi no? Allah lo vieta».
Chi non rispetta la regola è un'adultera La lettera prosegue affermando che la donna che non indossa il velo «è un’adultera» che «sfida Allah e il suo Profeta e ignora e nega la religione». Le misure da prendere contro costoro, si legge nel testo, sono che il padre o il marito «le ordinino, in modo cortese, di astenersi da ciò che è proibito». «Se rifiuta - continua - allora sia guidata ed educata così da essere convinta. Se non convinta, allora deve essere segregata in casa e non esposta a contatti proibiti con uomini».
"Comitati speciali di controllo" La lettera termina con l’avviso che «sono stati creati dei comitati speciali per seguire la vicenda». Si tratta dell’ennesimo attacco alla minoranza cristiana presente nel Paese che già da tempo sta subendo attacchi, vessazioni, persecuzioni a causa della propria fede. Una situazione che è stata denunciata ripetutamente in queste settimane dai leader della Chiesa cattolica irachena, fra l’altro sono stati già rapiti e poi rilasciati diversi sacerdoti mentre le chiese sono state oggetto di aggressioni e di attacchi mirati, di intimidazioni. Un’ampia parte dei circa 800 mila cristiani presenti in Iraq prima dello scoppio delle ostilità nel 2003 ha già lasciato il Paese scegliendo la via dell’emigrazione o nei Paesi confinanti o verso l’Europa.