Safilo torna in Borsa per crescere ancora

E Fitch mette il rating sotto osservazione positiva

Laura Verlicchi

da Milano

Era stato il primo produttore di occhiali a entrare in Piazza Affari e non vedeva l’ora di tornarci. Vittorio Tabacchi, presidente di Safilo, questo momento lo aspettava da quando, nel 2001, i disaccordi in famiglia l’avevano costretto a lanciare l’Opa che ha portato al ritiro dalla Borsa, dopo 15 anni. «Ho dovuto liquidare i miei fratelli - ha ricordato ieri durante la presentazione dell’offerta pubblica - e di conseguenza ricorrere alle banche. Oggi la nuova Safilo torna in Borsa principalmente per ridurre l’indebitamento, e così poter tornare a crescere».
L’obiettivo è quello di migliorare il rating, come ha spiegato l’ad Roberto Vedovotto, grazie alla riduzione del debito a 400 milioni dai 760 di fine 2004: una previsione basata sull’ipotesi di incassare 350 milioni dall’aumento di capitale a servizio dell’offerta. «Il livello di utilizzo della leva finanziaria passerebbe da 5,4 a 2 - ha detto Vedovotto - e questo dovrebbe essere apprezzato dalle agenzie di rating». Un auspicio già raccolto da Fitch, che ha spostato Safilo in «rating watch positivo». Al settembre scorso, il fatturato consolidato del gruppo era di 776,8 milioni (più 9,4%) e l’ebitda di 127,5 milioni (più 26%)
L’offerta riguarderà 140 milioni di azioni Safilo, ed è prevista inoltre una «greenshoe» di 16,8 milioni: si tratta quindi complessivamente del 55,3% del capitale della società di occhialeria. Dall’aumento di capitale verranno 64,3 milioni di azioni: la tranche più grossa - 71,75 milioni - sarà messa in vendita da SunlightLuxco A e SunlightLuxco III, cioè i due fondi gestiti da Csfb Private Equity, che attualmente detiene il 45% della società. «Csfb mette anche a disposizione la greenshoe - ha detto ancora l’ad Vedovotto - ed è disponibile a uscire del tutto, mentre l’azionista di maggioranza Tabacchi scenderà al 36% dall’attuale 55%, a operazione conclusa». In effetti, con la greenshoe, Csfb si attesterebbe intorno al 6% del capitale. Infine 3,94 milioni di azioni proverranno dall’esercizio delle opzioni dei manager beneficiari dei piani 2003-2007 e 2004-2008.
Parte ora il «toto-soci»: si parla molto di Giorgio Armani, che con Safilo ha da poco rinnovato con soddisfazione il contratto di licenza fino al 2012. Dalla maison, nei giorni scorsi, un solo commento: «Nel caso in cui Safilo dovesse optare per un’offerta pubblica di vendita, ne studieremmo naturalmente i termini». Il momento, dunque, è venuto: e Safilo non chiude certo le porte. «Saremmo felici se qualcuno, tra coloro di cui deteniamo le licenze e con cui abbiamo relazioni molto forti, vorrà acquistare al collocamento».
Nel weekend si conoscerà il prezzo definitivo, che sarà compreso tra 4,80 e 7 euro per azione. Lunedì 21 novembre prenderà il via l’offerta pubblica, che si concluderà il 2 dicembre, in vista del debutto previsto per il 9 dicembre.