La saga delle ex barbe finte a caccia di scoop

da Roma

Alain Chouet è un «ex» e in questo suo status ha qualcosa in comune con il gruppo dei Vips della Cia (un pool di ex agenti segreti di Langley) e Vincent Cannistraro, anche lui a suo tempo dipendente dei servizi segreti americani e oggi consulente per la sicurezza di aziende e istituzioni. Essere appartenuti all’intelligence a molti automaticamente dà la patente dell’oracolo. Sembra essere un dettaglio invece il fatto che una vera spia mantiene il silenzio a vita. Chi parla di Nigergate solitamente ha poche cose riscontrabili da dire. Il link tra Cannistraro e Chouet è accademico. Entrambi fanno parte della sqaudra di docenti che lavora all’Istituto di criminologia di Parigi dell’università Paris II. La chiaroveggenza pare essere una peculiarità dei Vips della Cia e di Cannistraro, mentre Chouet fa parte della categoria dei testimoni postdatati. Delle rivelazioni di Chouet abbiamo scritto sopra. Dei Vips si sa che hanno partecipato alla trasmissione della tv tedesca Ard (il 6 marzo 2003) che anticipava il segretissimo rapporto Aiea sulle false lettere nigerine. Di Cannistraro è utile ricordare la performance in cui 24 ore prima che le lettere raggiungessero l’ambasciata americana a Roma (9 ottobre 2002), egli dichiarava al Guardian che «informazioni manipolate» (nel testo viene usata l’espressione «cooked informations») starebbero progressivamente raggiungendo i vertici del governo. Quei falchi del Pentagono che secondo Cannistraro avevano bisogno delle informazioni per giustificare la guerra. La guerra tra spie, in questa serie di episodi, è evidente. Chouet ha il dente avvelenato per la sua defenestrazione, i Vips sono contro Bush e in contatto con i senatori democratici che oggi ripudiano le loro decisioni sulla guerra. Cannistraro è gettonatissimo nei blog americani anti neocon. Tutti ex agenti in servizio (di disinformazione) permanente effettivo.