Un saggio rivela i segreti dei «dodici saggi» della critica d'arte italiana

In libreria edito da Vallecchi il raffinato volume «L'occhio del critico». Obiettivo ambizioso: ricostruire la vita dei più grandi storici dell'arte degli ultimi due secoli e mettere a nudo il loro metodo di indagine a servizio dell'arte.

Ricostruire la vita dei più grandi storici dell'arte dell'Ottocento e del Novecento. Ripercorrere le fasi salienti dei loro studi e dei loro scritti. Mettere a nudo il loro metodo di indagine a servizio dell'arte. Questi gli obiettivi del volume L'occhio del critico. Storia dell'arte in Italia tra Otto e Novecento, (252 pagine, 28 euro) curato dallo storico e critico d'arte Alessandro Masi, segretario generale della Società Dante Alighieri, per le edizioni Vallecchi e pubblicato nella collana «Studi». Il volume presenta un lungo e articolato percorso che mette in luce la vita dei maggiori critici e storici dell'arte italiana. Un percorso che, mano a mano, disegna il ritratto della loro personalità studiando le loro interpretazioni e ricerche.
Sulla scena emergono le figure di dodici grandi critici dell'arte, da Carlo Giulio Argan a Giuliano Briganti, da Federico Zeri a Roberto Longhi per arrivare fino a Cesare Brandi, «lo storico filosofo». Intellettuali che, con il loro impegno, hanno contribuito a riscrivere la storia dell'arte italiana. Nei diversi saggi vengono proposti i disegni di Giovan Battista Cavalcaselle composti a memoria sui taccuini e le fotografie di Adolfo Venturi considerate come inequivocabile «testo a fronte».
Ampio spazio viene dedicato al concetto di «critica d'arte» introdotto dal figlio di Venturi, Lionello. Elementi che compongono un ricco mosaico elaborato grazie al lavoro di ricerca dei diversi studiosi ai quali è stato affidato il compito di svelare la vita dei dodici critici.