Saglia: «Adesso ci sono le condizioni per ridare fiducia ai risparmiatori»

Intervista al relatore del provvedimento: «Più efficienza nei controlli dei bilanci»

da Milano

Una legge che nasce da lontano, dagli scandali finanziari di Parmalat e Cirio, da un’indagine del Parlamento che aveva fatto emergere il fatto preoccupante che non erano bastati sette livelli di controllo (dai revisori dei conti a Bankitalia) per evitare lo scandalo.
Stefano Saglia, relatore del provvedimento sul risparmio, sostiene che il testo «corregge le storture di meccanismi che non avevano funzionato. Ora si passa a una vigilanza per finalità: la Consob vigilerà sulla trasparenza del mercato, la Banca d’Italia sulla trasparenza delle banche e l’Antitrust sulla concorrenza. Quello che è capitato in questi giorni dimostra che non è vero che Bankitalia fosse priva di responsabilità. Oggi con la riforma del risparmio l’istituto assume una forma moderna che salvaguarda le professionalità che operano al suo interno».
C’erano da conciliare indipendenza e controllo.
«Bankitalia conserva la sua indipendenza e acquista un governo collegiale direttorio-Governatore, mentre tutti gli atti che hanno una rilevanza esterna vanno assunti per iscritto e motivati: non sarà più possibile una discrezionalità in cui bastava un cenno del Governatore per bloccare una decisione. E c’è infine che il governatore verrà nominato da presidente della Repubblica e presidente del Consiglio. Sarà una banca indipendente e moderna».
Non le sembra che si chiuda la stalla dopo che sono scappati i buoi?
«Voglio solo sottolineare che il chiarimento di questi giorni è avvenuto grazie al recepimento di una direttiva europea fatto dal governo che ha permesso di intervenire in maniera efficace. E questa legge è stata approvata come stralcio della riforma del risparmio. Non abbiamo perduto tempo».
Non tutti sono entusiasti, l’opposizione ha da ridire su alcuni punti del provvedimento.
«La sinistra ha interrotto a suo tempo un percorso bipartisan, ha voluto privilegiare gli aspetti propagandistici che riguardano il falso in bilancio, che oggi invece contiene norme più rigorose rispetto alla legge del 2002».
Che protezioni ci sono ora contro gli scandali finanziari?
«Vengono introdotti indennizzi per i risparmiatori truffati. Nello stesso tempo ci sono nuovi meccanismi di garanzia perché le truffe siano più difficili: le società di revisione, che hanno avuto un ruolo negativo nelle vicende Parmalat-Cirio, oggi sono regolate da norme più stringenti sul conflitto di interessi. Un revisore non può più avere consulenze dalla stessa società. Inoltre i soci di minoranza dovranno essere rappresentati in consiglio di amministrazione. I bilanci delle controllate offshore dovranno essere allegati a quelli delle controllanti. Come pure sono state inasprite le sanzioni per i reati finanziari. Insomma, credo che ci sia la base per ridare fiducia al mercato».