Sagra degli Osei domani a Sacile

Come oramai lunga tradizione domani torna in riva al Livenza, per la gioia di decine di migliaia di appassionati che ogni anno affollano la ridente località posta al confine tra il Friuli Venezia Giulia e il Veneto, l’annuale manifestazione «Sagra degli Osei» che è certamente la più antica del suo genere e una delle più vecchie sagre italiane.
Le prime notizie storiche risalgono al Medioevo, con il nome di Mercato di S. Lorenzo, ed esattamente nel 1234, quando il patriarca di Aquileia Raimondo Della Torre, a seguito delle suppliche dei sacilesi, permise che venisse trasferita all’interno delle mura della città.
Da quel momento questa fiera divenne parte integrante della vita del paese e con il passare dei secoli perse le caratteristiche di mercato generale per assumere via via quella di mercato degli uccelli. Infatti il passo degli uccelli sulle colline delle Prealpi rendeva importante per una economia medioevale questa riserva.
Dal 1907 un comitato presieduto dall’allora on. Gasparotto inizia a dare un’organizzazione alla fiera che, a partire da quell’anno, prende il nome di «Sagra dei Osei». Alla compravendita degli uccelli si aggiungevano le gare, i premi, le classifiche per i migliori esemplari esposti e la gara del chioccolo nella quale gli uomini si cimentano nell’imitare il canto degli uccelli. Tanti secoli sono passati, è migliorata la vita e sono mutati i costumi. C’è un maggior rispetto per l’ambiente che si traduce in un amore per la natura ormai diventato patrimonio comune. Così la «Sagra dei Osei», madre di innumerevoli fiere, conserva da un lato la tradizione che la fa parte integrante della vita della città e dall’altro è diventata una festa per la natura. Dura solo una notte e un giorno ma in questo breve spazio l’intera città diventa Sagra, lo splendore dell’armonia veneziana dei palazzi ed il riflesso dei roccoli sulle acque verdi del Livenza sono ogni anno una suggestione indescrivibile.