La sagra dei trozkisti che ripudiano Stalin

(...) nefandezze avvenute in Unione Sovietica».
E così i bambini bolliti diventeranno al massimo succulente fettine di asado, da accompagnare ai più tradizionali taglierini (vietato fare ironia sulla composizione del sugo) e vino a volontà. Lo scopo è l’autofinanziamento, e un po’ di pubblicità al nuovo Partito Comunista dei Lavoratori che, sono sempre parole dei firmatari del manifesto anti-governista, «ha già raccolto l’adesione di numerosi militanti di Rifondazione, dell’intero Collettivo Soviet (formato da ex militanti che avevano abbandonato il Prc negli anni scorsi, ma anche e soprattutto da giovani che si affacciano oggi alla politica) e perfino di alcuni militanti delusi del Partito dei Comunisti Italiani».
Il ritiro-farsa dall’Irak, il patto Atlantico e i giuramenti di D’Alema a Condoleeza Rice, la riforma Biagi che verrà solo «ritoccata», la riforma Moratti che «non sarà abrogata» sono i punti caldi della scissione del Partito Comunista dei Lavoratori. «Chi toccherà i privilegi immensi delle banche, delle assicurazioni, delle grandi Spa? - si chiedono nel documento Botto, insieme ai compagni Moresi e Rizza -. Lo faranno Prodi e Padoa Schioppa? Ma per piacere...» Il primo appuntamento per la fondazione del partito è fissato per il 18 giugno a Roma, a palazzo Barberini, ma i compagni liguri vogliono farsi trovare già pronti. E domenica iniziano la raccolta fondi. Con la sagra dei «bambini bolliti».