Sagre di paese e tradimenti per Bentivoglio

Ispirato a una vicenda di morte e disonore realmente accaduta, arriva sugli schermi Nella valle di Elah secondo film diretto dal premio Oscar Paul Haggis che punta l’indice su un patriottismo cieco. Quando l’ex membro della polizia militare Hank Deerfield (Tommy Lee Jones) riceve la notizia della sparizione del figlio Mike (Jonathan Tucker) appena tornato dall’Irak, l’uomo inizia a indagare insieme con Emily Sanders (Charlize Theron), ispettore di polizia nel New Mexico. Gli indizi accumulati porteranno a svelare la reale natura della permanenza del giovane Derris in Irak, ma per Hank Deerfield significherà mettere in discussione tutto il suo universo (Barberini, Giulio Cesare, Eurcine, King, Jolly, Alcazar, Alhambra, Warner Parco de’ Medici, Ucg Ciné Cité e in originale al Nuovo Olimpia).
Sguardo malinconico e lampi onirici per la storia scritta da Fausto Mesolella. Con Lascia perdere Johnny Fabrizio Bentivoglio firma il suo primo lungometraggio avvalendosi di un cast d’attori che troneggiano in un girotondo gaio e cialtronesco. La storia si svolge a Caserta nel ’76: Faustino (Antimo Merolillo), diciottenne che vive con la madre (Lina Sastri) sognando un futuro da chitarrista, viene convinto da uno sciatto impresario (Ernesto Mahieux) a lasciare l’orchestra da sagra paesana di Domenico Falasco (Tony Servillo) per la Piccola Orchestra di Augusto Riverberi (Fabrizio Bentivoglio). Per il giovane è l’inizio di una fatale stagione d’applausi e playback. Nel cast anche Valeria Golino e Peppe Servillo degli Avion Travel (Fiamma, Metropolitan, Intrastevere, Alhambra, Ugc Ciné Cité).
Prosegue alla Sala Trevi l’omaggio al genio di Ernst Lubitsch. Del grande regista tedesco, nel sessantenario della scomparsa, stasera alle 20.15 verrà proiettato Angel melodramma del ’37 con Marlene Dietrich, Herbert Marshall, Melvyn Douglas. Storia di una donna dal passato torbido, moglie annoiata di un diplomatico inglese (Marshall), che per due volte si fa tentare dalla corte di un ricco americano (Douglas) incontrato a Parigi. Sempre stasera, ore 19.30, al Grauco L’ottava moglie di Barbablù di Lubtsch (1938) con Gary Cooper, David Niven, Claudette Colbert e Edward Everett Horton. Maliziosa parabola sul rapporto tra soldi e cuore sceneggiata da Billy Wilder e Charles Brackett: la figlia di un nobile sul lastrico sposa un miliardario divorziato sperando di intascare una ghiotta buonuscita in caso di rottura.