Saia al giornale gay: «Io greve con la Bindi le ho mandato fiori»

da Roma

«La mia è stata un’offesa greve. Sin da subito mi sono reso conto di avere detto una cosa che era offensiva. È stata data di me un’immagine che è l’opposto di quello che veramente sono. Io una famiglia non l'ho fatta, non so se la farò mai. Se parliamo di famiglia, come base classica di questa società, ovviamente visto da destra, io son proprio l'ultimo a parlare, ma credo anche la Bindi non sia proprio la prima». Il senatore di An Maurizio Saia, che in televisione aveva dato della lesbica al ministro della Famiglia Rosy Bindi ed era stato definito «imbecille» da Gianfranco Fini, per espiare la sua colpa ha rilasciato una lunga intervista al mensile storico del movimento omosessuale italiano Babilonia in cui racconta di aver contestato Fini che non voleva insegnanti gay nelle scuole. Poi parla della stima per il deputato Ds Franco Grillini, leader di Arcigay: «Mi sono fermato una cinquantina di volte a parlare con lui e mi beccavo le battutacce dei colleghi, da destra come da sinistra. Ho anch’io due cugini gay che convivono con il proprio partner e quando hanno avuto problemi col parentado li ho difesi». Saia assicura di aver già mandato dei fiori alla Bindi: «Quando la incontrerò nell'aula di palazzo Madama andrò a stringerle la mano», promette.
A provocare Saia arriva la pornostar Federica Zarri. Intervistata dal Mattino di Padova, dice: «Applicando i suoi criteri di giudizio sulle persone, paradossalmente mi sento legittimata a dire che il senatore di An potrebbe essere omosessuale. Ma sono pronta ad affrontare un dibattito con lui o a fare un film hard insieme, per vedere se è capace e valido da quel punto di vista, se è un vero uomo di destra».