Sakineh rischia ancora la lapidazione

È ancora a rischio lapidazione Sakineh Mohammadi Ashtiani, l’iraniana condannata a morte per adulterio e complicità nell’omicidio del marito. Non lasciano dubbi a riguardo le parole dell’hojatoleslam Malek Ajdar Sharifi, il capo della magistratura della regione dell’Azerbaijan orientale, secondo cui «Sakineh sarà lapidata non appena riceveremo l’approvazione da Teheran». Sharifi ha sottolineato che «al momento la Corte suprema iraniana a Teheran sta facendo le ultime valutazioni» sul caso. «Appena sarà confermata la condanna a morte per adulterio, emessa nei confronti di Sakineh - ha aggiunto, citato dall’agenzia d’informazione Fars - sarà eseguita la lapidazione». Il capo della magistratura dell’Azerbaijan orientale ha quindi accusato i media internazionali di divulgare notizie false sul caso Sakineh, al fine di infangare la reputazione della Repubblica islamica nel mondo. Sharifi ha infine voluto ricordare che Sakineh è in questo momento in buone condizioni di salute, sottolineando che «i reati commessi da questa donna sono molto gravi e, pertanto, l’iter giudiziario richiesto per giungere a una sentenza giusta richiede un tempo più lungo rispetto a un ordinario caso giudiziario».
Le dichiarazioni di Sharifi sono l’ennesimo dietrofront dell’Iran sulla vicenda, dopo i segnali di apertura inviati nei giorni scorsi. Proprio ieri, da New York, il segretario generale del Consiglio iraniano per i Diritti Umani, Mohammad-Javad Larijani, ha dichiarato che la sua commissione sta lavorando con il sistema giudiziario per salvare Sakineh.