Salamelle e caldarroste non fanno gola agli ultrà

«Una brutta giornata, non si muove una foglia» cantava Giorgio Gaber. «Una brutta giornata non abbiamo venduto niente» borbottano con preoccupazione i commercianti che, come ogni domenica, hanno parcheggiato i loro camioncini all’ombra del Meazza. C’è chi vende panini alla piastra, salamelle, birra e lattine, chi caldarroste calde, chi ancora sciarpe, magliette, bandiere. Articoli diversi accomunati dal profitto «praticamente nullo».
«La giornata è comciata male fin dalla mattina - racconta una signora che gestisce un camion-bar -, siamo arrivati alle 10 come di consueto ma abbiamo dovuto aspettare fuori dal cancello un’ora perché ci dessero il permesso di entrare. Una volta qui, non abbiamo venduto niente: i tifosi erano occupati a mettersi in coda e a entrare in tempo per il calcio d’inizio».
«Il problema è l’orario - fa eco un collega da un altro furgone -, i tifosi alle 15 hanno già mangiato e non comprano certo i panini. E poi c’è molta meno gente del solito. Speriamo che questo periodo finisca presto, perché si tratta del nostro lavoro e potrebbe diventare un grosso problema andare avanti così».
Sconsolato anche chi vende sciarpe, magliette e gadget per tifosi. «Oggi è una giornata nera per me - commenta il titolare -, i miei clienti, infatti, non sono gli abbonati, che hanno già tutto, ma le persone che vengono a vedere la partita con il biglietto. Oggi quindi ho tremila clienti in meno, che rappresemtanto tutto il mio introito. Normalmente incasso circa 1.000 euro a partita oggi saranno stati, se va bene, 100. E io ci devo vivere». Dagli altri furgoni e banchetti si alza un coro unanime: «Difficile pensare di resistere con questa situazione». Più fortunati invece i gestori del bar del Trotto e di tutti i bar e locali attorno allo stadio, che trasmettevano l’esordio in rossonero di Ronaldo su un megaschermo.