Salari, Bonanni diffida il premier: "Governo incerto"

Il segretario della Cisl lancia l'ultimatum: "Ci sono troppe cautele da parte di chi
gestisce le finanze e l’economia". E sugli infortuni sul lavoro chiede "meno retorica e più fatti"

Palermo - E' un Bonanni diffidente quello che parla a Palermo in occasione del convegno "I costi dell'illegalità". Il segretario generale della Cisl non ci sta con la trattativa "incerta" sui salari e cerca di mettere in guardia l'esecutivo: "Ci sono troppe cautele da parte di chi gestisce le finanze e l’economia. Non si può sostenere da parte del governo che c’è un’emergenza salari e poi essere cauti".

"Il governo abbandoni le cautele" Un modo per evitare lo sciopero generale c'è. E per Bonanni è necessario che Palazzo Chigi inizi a trattare in modo deciso su salari e pensioni: "Il governo ha detto che è d’accordo, però vediamo incertezze sui tempi e sugli argomenti". L'aut aut è chiaro: lo spauracchio dello sciopero generale fissato dalla Triplice per il 15 febbraio potrebbe infatti dare una mossa al governo. Secondo il numero uno della cisl è proprio questo il momento giusto per "abbandonare ogni sorta di cautela".

"Più sicurezza, meno retorica" La stoccata più pesante, però, Bonanni la dà in fatto di sicurezza. "Ci sono troppe impresine senza nè arte nè parte che prendono lavori a prezzi strozzati e poi si rifanno sul salario delle persone, sulla salute e talvolta sulla vita", attacca Bonanni chiedendo alla politica di evitare la retorica. "Mentre noi chiediamo da parecchi mesi di mettere in campo un’azione forte di informazione e formazione sulla sicurezza e magari rafforzare le indennità per gli infortunati e per le famiglie dei superstiti - spiega - lo Stato ha succhiato all’Inail 12 miliardi di euro destinati alla sicurezza che sono stati incamerati dalle casse dello Stato per finalità improprie".