Salari, il Prc striglia Padoa-Schioppa "Non giochiamo a guardia e ladri"

Il segretario di Rifondazione Franco Giordano sottolinea che i tempi della redistribuzione
sociale "devono essere rapidissimi. Le risorse ci sono". Il ministro Ferrero: "Serve una verifica sulla battaglia sociale"

Roma - I tempi della redistribuzione sociale "devono essere rapidissimi, non c’è da aspettare alcuna trimestrale di cassa perché le risorse ci sono e un loro utilizzo non comporta alcun scostamento dagli obiettivi di risanamento che il governo si è dato". Per il segretario di Rifondazione comunista Franco Giordano, sull’aumento dei salari è necessario fare presto.

Dalla direzione del partito, Giordano si rivolge direttamente al ministro dell’Economia: "A Tommaso Padoa-Schioppa dico che si deve smettere di giocare a guardia e ladri, con lui che fa la guardia al rapporto tra deficit e Pil e noi che saremmo i ladri". Il segretario di Rifondazione comunista fa due conti partendo dall’ultimo dato sul rapporto deficit-Pil che all’1,3% contro una previsione del 2,4% e conclude che "considerando anche gli introiti della lotta all’evasione fiscale ci sono 12 miliardi di euro che possono essere spesi rispettando gli obiettivi e le previsioni del Governo". In questo momento, conclude Giordano, "il risanamento del debito non è la priorità della politica economica del Paese" ma sono i salari.

Metalmeccanici, il governo non sia equidistante "Noi chiediamo che ci sia lo sblocco dei contratti e in questa vicenda il governo deve svolgere un ruolo attivo e non equidistante tra il lavoro e l’impresa". Il leader di Rifondazione annuncia inoltre la preparazione "di una grande assemblea operaia a Torino per discutere della condizione operaia. Una condizione - sottolinea Giordano - diventata insostenibile".

Ferrero: "Verifica sulla battaglia sociale"  La verifica "va fatta in senso dinamico: se stiamo dentro o fuori lo si verifica dentro un contesto sociale e non in modo autoreferenziale". Il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero parla alla direzione del suo partito, Rifondazione comunista, e spiega che la verifica di Governo significa per il Prc un impegno concreto su una battaglia sociale, "su quella sulla quale siamo messi meno male che è la questione dei salari".

Per il resto, se non si collega verifica ad azione concreta del partito su questi temi, "possiamo decidere anche oggi di uscire dal Governo, non è che ci vuole molta fantasia...". "La verifica va collocata dentro una battaglia politica - rilancia Ferrero - e quella che io sceglierei è la questione salariale: bisogna provare a fare un affondo nettissimo che tenga insieme la tassazione delle rendite, cosa per cui non c’è bisogno di aspettare alcuna trimestrale di cassa, con la decisione, che va presa in questi mesi, di come spendere i soldi che ci saranno".