Salatto, l’assoluzione

Assolto dopo dodici anni con formula piena dall’ottava sezione penale del Tribunale di Roma, Potito Salatto, noto esponente della Dc romana tra gli anni ’80-’90 ed ex assessore alla formazione professionale della Regione Lazio.
Assolti anche gli ex funzionari regionali Alberto Loria, Mariolina Mangano e Giuseppina Fortunati. Per tutti l’accusa, formulata nel 1993, era di abuso di ufficio, falso ideologico, concorso in truffa in merito a due corsi professionali gestiti da una delle più importanti associazioni artigiane di Roma, l’Upla.
Lo ha reso noto lo stesso Salatto, attualmente vicepresidente vicario dell’associazione «11 Settembre» che dall’89 al ’91 fu assessore all’industria, al commercio e alla formazione professionale alla Regione Lazio, nelle file della Dc, e dal ’92 al ’94 vicepresidente del Consiglio Regionale. I fatti per cui è stato accusato si riferiscono a quando era assessore, precisamente tra il ’90 e il ’91.
«Finalmente abbiamo avuto giustizia - ha commentato subito dopo la lettura della sentenza - grazie alla sensibilità del nuovo pm che ha chiesto l’assoluzione, all’obiettività del collegio giudicante e alla professionalità degli avvocati difensori».
«Il nostro - ha aggiunto - è un Paese universalmente riconosciuto per umanità e generosità ma, purtroppo resta incivile per ciò che riguarda il diritto. In un Paese civile, infatti, non si dovrebbe aspettare 12 anni per avere una sentenza, sia essa di assoluzione che di condanna, in primo grado del giudizio; chi pagherà le spese processuali ed il rimborso delle spese legali che la Regione Lazio sosterrà se non il solito contribuente?; il consulente dell’accusa che nel corso del dibattimento, messo alle strette delle prove esibite dalla difesa, ammette di essersi sbagliato e di non conoscere compiutamente leggi e regolamenti regionali, nazionali e comunitari in materia di formazione professionale in quanto esperto del settore fallimentare, può continuare ad avere nuovi incarichi dalla Procura? Così è: il pm che nel dicembre 1993 ha imbastito il processo si gode, a quanto pare, la sua pensione anticipata e il consulente sicuramente continua ad esercitare la sua professione».
«Mentre io nel 1994, amareggiato e deluso, - ha concluso Salatto - ho deciso di porre fine alla mia attività politica, e i funzionari regionali, mortificati e scoraggiati, hanno preferito anticipare la loro pensione. Ecco il Bel Paese di oggi una volta culla del diritto».