Saldi anticipati, domani si parte nel Lazio

Il conto alla rovescia volge al termine e gli ultimi “tabù commerciali” sono caduti: da domani anche a Roma partono ufficialmente i saldi invernali che si protrarranno fino al 13 febbraio e gli esercizi di vendita al dettaglio, in tutti i quartieri della città (non più solo in centro storico e sul litorale), avranno la facoltà di apertura anche per l’Epifania e per le domeniche 4 e 11 gennaio. Nei giorni scorsi, quando la decisione è stata ufficializzata, l’assessore alle Attività produttive, lavoro e litorale Davide Bordoni ha spiegato che alla base del cambiamento c’è innanzitutto l’esigenza di «consentire ai commercianti la possibile apertura nei giorni festivi, per evitare che i cittadini siano costretti a spostarsi in altri comuni per approfittare dei saldi evitando nel contempo ulteriori problemi ai commercianti romani». L’assessore ha precisato che non sono previste altre deroghe e che entro il mese di febbraio sarà definita una nuova ordinanza oraria.
C’è da tener conto, ovviamente, della situazione generale dell’economia e delle cupe prospettive che si addensano sul futuro del commercio: in questo quadro0, la decisione di anticipare i saldi risponde anche all’irrazionale desiderio di esorcizzare la crisi prima ancora che si manifesti in tutti i suoi effetti negativi. L’anticipo di una settimana della stagione delle promozioni, per il secondo anno, è stabilito dalla nuova legge regionale che ha modificato diversi elementi rispetto alla vecchia normativa. La nuova norma riconosce un valore ai saldi introducendo alcuni elementi tra cui: l’abrogazione dell’obbligo di comunicazione al Comune; la specifica su quali merceologie possono utilizzare il termine “saldo” per indicare la vendita speciale e precisamente solo quelle attinenti al settore abbigliamento, calzature, pelletteria; una più chiara disposizione che colpisce chi non rispetta le regole, anticipa i saldi, con inviti e comunicazioni non consentite.
Gli operatori commerciali si attendono molto dall’anticipo dei saldi che, però, ha già avuto un primo effetto negativo: quello di rallentare il volume dei regali natalizi da parte di molti consumatori che hanno preferito attendere la prima settimana di gennaio per risparmiare concretamente. È quanto lascia intendere, pur senza dirlo esplicitamente, Renato Borghi, presidente della Federazione Moda Italia aderente alla Confcommercio: «L’andamento fortemente negativo delle vendite autunno/inverno - spiega - ha determinato elevate giacenze e quindi la disponibilità di un’offerta molto ampia. Questo, accompagnato a sconti che mediamente saranno attorno al 40% ci porta a delle previsioni abbastanza ottimistiche sull’andamento dei saldi invernali 2009 pur tenendo conto di un contesto di consumi che restano, al di là del leggero recupero delle vendite natalizie, piuttosto deboli».
C’è, infine, chi non si accontenta dell’anticipo e si batte per una liberalizzazione totale delle vendite. «L’unica strada, a tutela dei consumatori e dei commercianti, è quella che porta alla liberalizzazione dei saldi e alla disciplina degli outlet» sostiene il presidente del gruppo misto alla Regione Francesco Saponaro.