Sale giochi, 37mila milanesi a rischio usura

Si comincia per svago e si finisce per perdere tutto. E allora ci si dà in pasto agli strozzini o ci si presta ad affari criminali. È la febbre del gioco, una malattia molto meno rara di quanto si possa pensare. Lo sanno benissimo al Sert di via Albenga, uno dei baluardi contro la lotta a quelle che vengono chiamate «altre dipendenze». Forse meno evidenti di droga o alcool, ma altrettanto nocive. «La malattia del gioco è più pericolosa della cocaina. Studi effettuati a Monza, ma sicuramente adattabili a Milano dicono che 1,2 abitanti ogni 100 sono giocatori problematici», rende noto la dottoressa Fulvia Prever. Fatti i conti, risultano più di 37mila giocatori a rischio usura nella provincia e oltre 15mila in città. Numeri spaventosi.
Come spaventosa, anche se a lieto fine, è la storia di Giuseppe, insegnante che ha sperperato un capitale col videopoker. «Mi hanno salvato i colleghi», dice oggi che si è pentito.