Sale il petrolio, rimonta l’oro

La settimana si chiude con un rimbalzo del greggio che ha portato il future del Wti nell’area dei 63 dollari al barile. La spinta è stata alimentata da due fattori. In primo luogo, gli attacchi dei ribelli nigeriani alle piattaforme petrolifere. In secondo luogo, c’è grande attesa per il vertice Opec della prossima settimana. I signori del petrolio vogliono ridurre l’offerta per sostenere i prezzi, ma anche per sterilizzare la caduta del potere d’acquisto dei petrodollari. Prosegue il declino delle quotazioni del rame, mentre tra i preziosi recupera l’oro che ha chiuso a 637,40 dollari l’oncia. Gli acquisti sono stati incoraggiati dal Merrill Lynch secondo cui il metallo giallo è pronto per tornare a 700 dollari. La spinta verrà dal biglietto verde destinato a scivolare oltre quota 1,34 sull’euro. Poco mossi i metalli di base.