Salemme: «Mando in cortocircuito teatro e tv»

Paolo Scotti

da Roma

Uno show che è una scommessa. Ma anche una promessa. Era dai tempi di Peppino De Filippo e dello storico Scala reale, infatti, che un varietà della Rai non parlava più napoletano. Alla stessa gloriosa tradizione partenopea (nonché teatrale) si collegherà dal 13, per quattro venerdì in prima serata, Famiglia Salemme Show: il debutto televisivo di un attore che, cresciuto alla scuola del grande Eduardo e raggiunto il successo anche ai botteghini, con questo varietà promette «di tornare a parlare il napoletano in tv. Quel napoletano che si capisce anche a Bergamo o a Verona; che non è solo una lingua, ma soprattutto uno spirito».
Teatro e tv uniti insieme, dunque, in un mix curioso e sul quale (parole del direttore di Raiuno, Del Noce) «la rete conta moltissimo». «L’idea è quella di mescolare i due generi - spiega Salemme -, immaginiamo che nei sotterranei dell’Auditorium della Rai di Napoli viva io con la mia famiglia (impersonata dagli attori della mia compagnia teatrale), mentre sopra vada in scena uno show condotto da Hoara Borselli, con ospiti di prestigio (come Giorgia, Alena Seredova e, nella seconda puntata, addirittura Sofia Loren). Lo spettacolo consiste appunto nel corto-circuito fra i due mondi: i protagonisti del grande show vengono involontariamente dirottati in casa Salemme, magari davanti a un piatto di spaghetti; i familiari di Vincenzo fanno invece delle intrusioni sul palcoscenico, improvvisandosi come veri protagonisti dello show». A proposito dell’insolita impostazione del varietà, l’attore napoletano osserva: «Il teatro in tv di solito non funziona. A meno che non si veda che è teatro. Allora abbiamo preso spunti, idee, battute dal miglior repertorio teatrale della nostra compagnia, e l’abbiamo trasformato in tv. Il contrario del reality, insomma. Il reality mostra cose vere che diventano finte. Noi racconteremo cose finte che sembreranno vere». Felice della nuova esperienza, anche perché reduce dal successo-bis di Ballando con le stelle, la curvilinea Hoara Borselli: «È un ingresso nel varietà dalla porta principale, ma anche da una porta diversa, originale». Quanto all’obiettivo ascolti, «se in tv fai tre milioni e mezzo fai fiasco - osserva Salemme -, mentre in teatro mi ci vorrebbero cinque o sei vite di “tutto esaurito” per arrivare alla stessa cifra. Questo vuol dire che io cercherò di fare le cose bene. Poi, se gli ascolti arriveranno, meglio così».