«A Salerno i ds rispondono a un sindaco ombra»

L’esponente della Margherita attacca gli alleati: «Le indagini sulla giunta hanno dimostrato gravi anomalie»

Gian Marco Chiocci

nostro inviato a Salerno

Gliene va dato atto, aveva ragione lui. Il senatore Roberto Manzione, vicepresidente della Margherita a Palazzo Madama, raccoglie i frutti delle ripetute denunce contro il malaffare salernitano e i veleni della sua procura. Dopo avere letto sul Giornale il resoconto del j’accuse al Csm del pm Gabriella Nuzzi che ha chiesto l’arresto del deputato De Luca e del sindaco De Biase, entrambi Ds, non si sottrae all’intervista.
Il consiglio comunale di Salerno a rischio di scioglimento per camorra, indaga l’Antimafia e la procura di Napoli, si muove il Csm, in più la giunta per le autorizzazioni a procedere è chiamata a decidere sulle sorti di De Luca. Per non parlare della procura di Salerno travolta dalle «interferenze» di alcuni magistrati nelle inchieste sui Ds. Senatore, aveva ragione lei...
«Avrei preferito avere torto perché la situazione è a dir poco sconfortante. Immaginare che quelli che dovrebbero indagare e garantire il rispetto della giustizia anziché preoccuparsi dei processi si preoccupano di tutelare altri interessi, dimostra che si è completamente fuori rotta. Se all’inizio ho voluto denunciare quanto accadeva in procura senza fare determinati nomi è perché ritenevo spettasse alla magistratura stessa occuparsi anche delle proprie vicende interne per fare giustizia nella trasparenza. Effettivamente, oggi posso dire di avere visto giusto. L’opinione pubblica, qui a Salerno, vive ormai situazioni di perenne malessere. Non credere in coloro che rappresentano la giustizia, significa non credere più nella giustizia. Qui la magistratura ha perso la sua credibilità. Quanto alla politica occorre prendere atto che a Salerno è tristemente tramontata l’epoca della "città laboratorio" e per ripartire bisogna fare chiarezza e pulizia, a tutti i livelli».
Dallo scandalo delle «società miste» a quello delle «varianti urbanistiche» fino al maxi affare da 1.300 miliardi della centrale termoelettrica che solo i Ds vogliono. Lei ha presentato numerose interrogazioni parlamentari ed è stato attaccato proprio dai Ds, e dal deputato De Luca che fu lui stesso per due volte sindaco.
«Non voglio entrare nel merito di vicende giudiziarie, sarebbe facile. Io contesto un metodo: se la legge prevede correttamente che un sindaco debba rimanere in carica per due mandati è legittimo pretendere che il "nuovo" sindaco agisca, decida, si confronti e sia autonomo. Verificare invece, per quel che si ricava dalle intercettazioni, che c’è stata una continuità assoluta e che tutto l’apparato del Comune non rispondeva al "nuovo" sindaco eletto dalla genta né alla giunta da lui indicata, ma a una persona fuori dal circuito democratico, ciò significa che purtroppo, a Salerno, la democrazia è malata. Ho presentato 9 interrogazioni sulla centrale, un business enorme con anomalie a dir poco evidenti».
Riferimenti a fatti e persone sono puramente casuali? Parla per caso del sindaco attuale che era segretario dell’ex primo cittadino diventato poi parlamentare?
«Il "nuovo" sindaco è stato legittimamente eletto dai cittadini, e questo mandato va rispettato. Ma una cosa è un testimone da trasmettere per continuare un percorso politico, altra cosa è governare dietro le quinte. Ecco, questa è una patologia assoluta della democrazia che spiega come mai Salerno assista ormai impotente a scene anomale, anormali, surreali, gravissime... ».
Si riferisce ancora al deputato De Luca che preannuncia inchieste coperte dal segreto istruttorio?
«Per esempio, ma non solo».
Come si spiega queste preveggenze?
«Non me la spiego. Come non riesco a spiegarmi De Luca che dice che lui rappresenta Salerno: la verità è che purtroppo oggi dobbiamo avere a che fare con la legge Basaglia che ha fatto in modo che per strada troviamo chi si sente Napoleone e chi re d’Inghilterra».