Salini studia la nuova stoccata in risposta al blitz su Ecorodovias

Fine settimana di riflessione e di pareri legali per il gruppo Salini al quale non è andato proprio giù il modo con cui il cda di Impregilo ha valutato positivamente l’offerta di Primav per il 19% dello storico partner brasiliano Ecorodovias. Il presidente Pietro Salini, impegnato in un duro scontro con il gruppo Gavio per il controllo di Impregilo, si è lamentato per la mancanza di chiarezza su questa operazione, definita «distruttrice di valore», e in particolare della mancata ufficializzazione del prezzo (700 milioni secondo indiscrezioni). Da qui la volontà di valutare attentamente la situazione con il proprio staff di avvocati e di studiare un’eventuale risposta che, se ci sarà, non sarà morbida. Il clima tra Salini e Gavio si fa, dunque, sempre più teso. E non è un mistero che tra le ragioni della cessione del 19% della holding Ecorodovias, infatti, ci sarebbe anche la volontà di poter disporre delle risorse necessarie per far fronte a un inasprimento della disputa con Salini. Di ieri, intanto, è la notizia che l’Autostrada Torino-Milano, società del gruppo Gavio che controlla Igli (azionista di maggioranza di Impregilo), ha particolarmente apprezzato «l’opportunità di valorizzazione parziale dell’investimento detenuto nella partecipata brasiliana Ecorodovias» visto anche che Impregilo, definita l’operazione, manterrà comunque un ruolo industriale in un Paese ad alto tasso di crescita quale il Brasile. Inoltre, Astm ha giudicato positivamente il programma di buy-back da attuarsi con lo strumento di offerta pubblica di acquisto, a parità di condizioni, rivolta a tutti gli azionisti. In merito, il cda «ha espresso, fin d’ora, l’intendimento di non aderire alla suddetta offerta pubblica di acquisto, se deliberata dall’assemblea, mettendo in tal modo a disposizione di azionisti terzi interessati i propri diritti». Intanto i lavoratori di Impregilo della sede di Milano, riuniti in assemblea, hanno detto no alla fusione con Salini.