Salis scava nella miniera delle note

Tre serate con il piano e la fisarmonica di Antonello Salis. Da stasera a giovedì la Casa del jazz dà carta bianca al musicista sardo, che propone tre concerti radicalmente diversi. Il «Salis tridimensionale» oggi sarà solo sul palco e si dedicherà esclusivamente al pianoforte, strumento protagonista del suo album «Pianosolo». Domani, invece, sarà in scena con l’eccellente trombettista Fabrizio Bosso. Recentemente ammirato all’Auditorium al fianco di Stefano Di Battista, con cui ha inciso l’album Trouble Shootin', Bosso suonerà tromba e flicorno, intrecciando le sue note con il piano e la fisarmonica dell’artista cagliaritano. Salis esegue, improvvisa, fa dell’estemporaneità una poesia, e Bosso lo insegue con fantasia ed estro. Un duo che stupisce per interplay e capacità di volare su registri diversi, affrontando via via materiali vicini al jazz, alla musica contemporanea, alla canzone d’autore. Giovedì sarà la volta di Nero, con Gavino Murgia ai sassofoni, al duduk e ai flauti e con la voce recitante di Marcello Fois. Come spiega lo stesso Fois, «Nero nasce dal progetto fotografico omonimo di Lorenzo Castore, che mi chiese un testo per una mostra su una serie di scatti nelle miniere del Sulcis. Quel testo è parte integrante di questa performance per voce e musica, che riguarda sostanzialmente una riflessione sul concetto di radici senza folclore, di passato senza nostalgia, di memoria senza retorica. Un bivio davanti al quale prima o poi si trovano gli isolani di tutto il mondo».
Mentre sullo sfondo scorrono testimonianze fotografiche, la voce di Marcello Fois e la musica di Salis e Murgia creano un’alchimia di rara eleganza, giocando, attraverso le note dei loro strumenti, con i ricordi e la memoria di chi, nel sud-ovest sardo o in altre zone, ha vissuto la miniera. Musiche che diventano «rocciose» per rendere l’atmosfera ancora più evocativa. L’ingresso ai concerti è di dieci euro.
Casa del jazz, viale di Porta Ardeatina 55. Info: 06-704731