Tra salme e ospedali, la via crucis del dolore

Emanuela Ronzitti

Venti feriti: quattro «codici rossi» versano in gravissime condizioni, sei ancora sotto osservazione ma non più in pericolo di vita, gli altri se la caveranno con qualche contusione e tanta paura, consapevoli di essere scampati a una drammatica fine. Per l’autista Adamo Cellini, di 38 anni, ricoverato nel reparto traumatologico del San Camillo e in coma farmacologico, la prognosi rimane ancora riservata. Questo il tragico bilancio dello spaventoso incidente nel quale hanno perso la vita dodici passeggeri, tutti di nazionalità turca, in viaggio premio in Italia per conto della Ford.
L’altra notte hanno trovato la morte a bordo di un pullman della ditta Traiani, che ha terminato la sua corsa in una scarpata di oltre 15 metri sulla via Trionfale, alle pendici di Monte Mario. Una frenata lunga circa 50 metri e poi il vuoto. Forse un errore dell’autista o forse un guasto meccanico, le cause sono ancora da accertare.
Secondo il comandante del XVII gruppo della polizia municipale Rolando Marinelli, si può escludere l’ipotesi che a provocare lo sbandamento del pesante mezzo sia stata una lastra di ghiaccio sulla carreggiata. Anche se, a giudicare dalla lunghezza della frenata, si può supporre che il pullman viaggiasse a una certa velocità.
Un tonfo nel silenzio della notte che ha spazzato via in pochi istanti una piacevole serata trascorsa in una festa a Villa Miani tra dirigenti della stessa holding, a sole poche ore dal loro viaggio di rientro in patria. Tutto quello che è accaduto dopo la tragedia se lo ricordano solo i pochi scampati all’impatto che facevano parte di quel gruppo di 31 persone che, accusando un po’ di stanchezza, avevano deciso di lasciare il ricevimento prima degli altri connazionali, in tutto 340 persone, e rientrare in anticipo all’hotel Excelsior. All’indomani, cioè ieri mattina, si sarebbero dovuti alzare presto per prendere il volo delle 7,50 per Istanbul in partenza da Ciampino. Un viaggio di ritorno che è toccato finora solo a 128 di loro, quelli per nulla coinvolti nell’incidente. Dal momento dell’impatto e per tutta la giornata di ieri, decine sono stati i bollettini medici emessi dai vari ospedali per informare dello stato di salute dei ricoverati. I venti feriti, infatti, sono stati smistati in sei ospedali cittadini: le quattro persone le cui coindizioni destavano maggiori preoccupazioni sono state trasportate all’ospedale Santo Spirito e al policlinico Gemelli. Gli altri si trovano ricoverati invece presso altri nosocomi della Capitale, dall’Aurelia Hospital a Villa San Pietro, dal San Filippo Neri al San Carlo di Nancy. Già dalle prime ore di ieri, una delegazione composta dal vice presidente della Ford Europa e dal rappresentante della Ford Turchia, entrambi presenti al ricevimento a Villa Miani, ha fatto visita a quasi tutte le vittime ricoverate. Burak Vugec, general manager della Ford dopo aver visitato Sami Senturk, 50 anni, uno dei quattro feriti ricoverati al policlinico Gemelli, ha riferito alcune parole frammentarie del ricoverato. Secondo Sami, l’autista andava «troppo forte e in maniera instabile» ma poi ha aggiunto che «potrebbe essere stato anche un problema di freni». Intanto sempre ai Gemelli rimangono gravi le condizioni di due donne entrambe sui quaranta, ricoverate in rianimazione per trauma multipli. Migliorano, invece, le condizioni degli altri due feriti, lui con trauma cranico, lei trasferita invece nel complesso Columbus per curare una profonda ferita alla mano sinistra.