Via Salomone, nel cantiere Aler continuano i lavori di bonifica

È ancora aperto il capitolo riguardante il cantiere Aler di via Salomone. A riportare l’attenzione sul tema è stato un incontro organizzato dai consiglieri comunali del Pd Pierfrancesco Majorino e Marco Cormio con l’intenzione di chiedere la ripresa dei lavori di bonifica dell’area e il completamento della costruzione del Lotto 191.
«In realtà - ha precisato l’Aler -, sull'area di proprietà del Comune di Milano e concessa in diritto di superficie, le bonifiche non si sono mai fermate e sono tuttora in corso». Anzi, la rilevazione di sostanze contaminanti anche a una profondità di 1,80 metri ha indotto, in accordo con il settore Piani di bonifica dell’amministrazione comunale, a predisporre un’analisi di rischio sito-specifica. L’indagine servirà a individuare l’effettivo grado di pericolosità derivante dagli inquinanti presenti nel terreno e a definire gli accorgimenti e le modalità operative necessarie per limitare i rischi. A valutare l’analisi sarà la conferenza dei servizi, cui parteciperà anche Aler, fissata per il 9 settembre prossimo.
Ovviamente le lavorazioni edilizie, che prevedono la costruzione di sette palazzine per un totale complessivo di 186 alloggi, potranno iniziare solo quando saranno conclusi la fase di risanamento delle aree e il collaudo dello scavo.
Già i carotaggi svolti dall’Aler tra il 1999 e il 2001, subito dopo aver ottenuto la concessione di superficie, avevano rilevato la presenza di diossine, solventi clorurati, idrocarburi e metalli pesanti, e dunque la necessità di una bonifica preliminare alla costruzione degli stabili. Solo recentemente però, in corso d’opera, si è scoperta la reale gravità della situazione, che ha causato i ritardi denunciati dal gruppo consiliare del Pd.
La contaminazione del sito è una conseguenza delle attività di autodemolizioni, meccanica leggera, verniciatura e scarico abusivo di rifiuti esercitate dall’Autoparco Salesi, le cui attività sono già state sottoposte a indagine della magistratura negli anni Novanta. L’area è infatti di proprietà del Comune di Milano solo dal 1997, quando, dopo una lunga e complicata trattativa, venne ceduta dallo Stato per 7 miliardi delle vecchie lire.