Salone, apertura tra le polemiche

Ressa e lunghe attese per entrare in Fiera, tanto che per facilitare l’afflusso, oggi i cancelli saranno aperti un’ora prima del previsto

(...) E ieri mattina le avvisaglie non sono mancate.
«Ognuno ha le sue responsabilità - ha ribadito Formigoni - la Fiera doveva realizzare alcune cose e le ha realizzate. Così come l’Anas. Il ritardo è della Serravalle e dell’ente che ne ha l’amministrazione. Proprio per questo nei giorni scorsi ho voluto una riunione di tutti gli interessati. Vedremo se il piano funziona. Intanto facciamo i debiti scongiuri».
Scongiuri che purtroppo non hanno funzionato in pieno. Il Salone che richiama una cosa come duecentomila visitatori non ha retto al primo assalto. «C’era una gran folla all’uscita della metrò - ha raccontato un’espositrice arrivata intorno alle 10.15 ma le scale della Fiera erano aperte solo in parte perché c’erano ancora operai con dei camion gru impegnati a montare striscioni». Parla di «ressa» e «lunghe file» e, a corollario, fa notare i bivacchi a terra perché mancano panchine dove sedersi sia dentro che fuori.
«Quest’evento è la prova del fuoco» per la Fiera, ha detto Formigoni che ha ribadito il suggerimento: «Prendete la metropolitana». Venti minuti per sedici fermate da Duomo.
Secondo gli organizzatori qualche problema potrebbe esserci ancora questa mattina. Tanto che per diluire il più possibile l’afflusso hanno deciso ieri pomeriggio di aprire i cancelli un’ora prima del previsto.
Ma vien da pensare che qualche problema potrebbe verificarsi anche domenica, quando agli operatori del settore si aggiungerà anche il «pubblico», in numeri altre ventimila persone. «Le reception sono state concepite per manifestazioni più piccole», fa notare ancora Armellini del Cosmit che dal canto suo consiglia per arriva in metrò alla porta est di salire sulla navetta - sempre che riesca a trovarla - e arrivare anche agli ingressi sud o ovest. «Gli unici disagi si sono verificati allo svincolo dell’A8 con una coda che ha raggiunto i due chilometri causata dal ritardo di sei mesi nella realizzazione delle opere su questo tratto di strada da parte della società Serravalle, controllata dalla Provincia di Milano», chiosa in una nota la Regione nel pomeriggio smentendo notizie sul caos per quanto riguarda la viabilità. Pronta la replica di Filippo Penati presidente della Provincia: «Noi abbiamo concluso i lavori relativi all’opera per la quale la Provincia era direttamente impegnata. Sappiamo come lo sa anche Formigoni che esistono ancora delle criticità ma stiamo lavorando insieme agli altri enti per risolverle».
Un’affluenza che dimostra comunque quanto interesse ruoti ancora e sempre più attorno al Salone di Milano diventato forse per il mobile la vetrina più grande del mondo. Tanti gli stranieri che si aggiravano tra i padiglioni. E tante le nuove idee messe in mostra negli stand totalmente rinnovati. «Splendido - è stato il commento di Formigoni a tour concluso -. Si nota la crescita del gusto e della raffinatezza. Sia reso merito ai nostri produttori». Un complimento anche per la Fiera «bellissima opera d’arte, da gustare con spazi arioso nonostante la forte affluenza». Ed effettivamente un salto vale la pena. Un salto lungo: sono 222 mila i metri quadrati da percorrere per fortuna (quasi) tutti su un piano. Sono 2.465 gli stand e si può scegliere dal complemento d’arredo alla cucina, dal bagno all’ufficio.