Al Salone della eco-mobilità l’auto verde inizia a sgomitare

Mobilità, soprattutto quella individuale, è da sempre una leva del benessere. Ma per continuare a esserlo, oggi, deve diventare sostenibile. «Risparmiare energia e ridurre le emissioni è una scelta che dobbiamo fare tutti», ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, inaugurando la quarta edizione di MotechEco, il Salone della mobilità sostenibile che nella splendida cornice dell'Aranciera di San Sisto, di fronte alle Terme di Caracalla, è stato visitato dall'11 al 13 maggio da decine di migliaia di persone. Con i convegni dedicati alle nuove tecnologie e l'esposizione dei veicoli, soprattutto elettrici, che potremo guidare presto, la rassegna capitolina ha permesso di fare il punto sullo sviluppo di politiche e progetti concreti a favore della mobilità in auto e non solo. Soprattutto nelle grandi città: Roma, con il suo traffico caotico, è un'espressione forte di questa criticità, ma si propone anche come sede privilegiata di sperimentazione delle soluzioni che possano rendere la mobilità amica dell'ambiente. Primo fra tutti il progetto e-mobility Italy con cui Smart ed Enel hanno dato il via all'introduzione, a partire dalla Capitale e poi da Milano e Pisa, di una flotta di 100 vetture elettriche e 400 colonnine di ricarica: proprio al MotechEco è stato annunciato, visto il grande interesse del pubblico italiano, l'ampliamento del progetto con l'aggiunta di 40 unità e nuovi punti di rifornimento.
L'elettrificazione del parco circolante è un perno, ma non l'unico del sistema integrato della mobilità a cui lavora il Campidoglio: «Puntiamo anche sul car sharing, il bike sharing e altri mezzi e modalità di propulsione - spiega l'assessore all'Ambiente, Marco Visconti -: l'importante è mandare avanti questi progetti con la necessaria continuità e dare il buon esempio, con l'adozione nelle flotte delle amministrazioni pubbliche del maggior numero possibile di veicoli eco-compatibili».
La promozione della mobilità sostenibile deve ancora fare i conti, a ogni modo, con i costi (al momento inevitabilmente più alti, in assenza di incentivi) delle vetture a bassi consumi ed emissioni e, come ha sottolineato Corrado Clini, direttore generale del ministero dell’Ambiente, «con la difficoltà di definire una politica nazionale su questo tema: mettere d'accordo le varie amministrazioni è un'impresa complicatissima».