Al Salone di Londra c’era una volta l’auto di Sua Maestà

Chiude oggi la rassegna estiva organizzata nel Paese che ha perso i «gioielli» delle quattro ruote. Novità da Vauxhall e Nissan

da Londra

Non ci sono vacanze per il grande circo dei Saloni dell’auto: chiude oggi il British International Motor Show di Londra, mentre tra quattro settimane ci sarà l’appuntamento di Mosca. Con un calendario così intenso, il cliché delle rassegne diventa sempre più monotono, con la corsa alla novità a tutti costi e l’immancabile contrappunto delle proposte ecologiche «che verranno». La rassegna londinese, per distinguersi, gioca così la carta dello spettacolo con un’arena dove si sono esibiti gruppi storici come Chicago, Deep Purple e Alice Cooper, in uno stile molto british che non si ritrova però all’interno dei padiglioni, perché nonostante una produzione che nel 2007 ha superato 1,7 milioni di unità, il Regno Unito non è più in grado di esprimere alcun marchio di proprietà britannica.
Si celebrano austeramente i 60 anni di Land Rover, ora nelle mani di Ratan Tata insieme con la Jaguar che ha esposto una serie speciale di Xf, mentre l’altra sessantenne, la Lotus controllata dai malesi della Proton, ha suggellato l’evento con una novità assoluta, l’Evora, coupé 2+2 dalla linea piacevole ma non originale, derivata dalla Elise, equipaggiata di un propulsore di origini giapponesi: V6, 3.5 e 280 cv. La vera novità, destinata a un numero di clienti decisamente superiore, è stata la Vauxhall Insignia (da questa parte della Manica le Opel portano ancora lo storico blasone), berlina nelle versioni a quattro e cinque porte che a partire dal 2009 rimpiazzerà la Vectra. Le carte in regola per contribuire alla crescita della General Motors in Europa, l’Insignia, che porta il nome di una lussuosa carrozza a cavalli, le ha tutte, forte di una linea attraente, sportiva e solida allo stesso tempo e di interni di livello premium: un modello, insomma, che meriterebbe l’attenzione di chi continua a comprare berline e non soltanto del popolo delle wagon, che verrà comunque accontentato dalla Insignia in versione familiare che sarà svelata in ottobre al «Mondial» di Parigi. Altro gioiello dell’industria «britannica», la Nissan Qashkai, crossover costruito nello stabilimento di Sunderland a un ritmo sempre crescente ma non sufficiente a eliminare le lunghissime liste di attesa, è stata presentata nella versione lunga «+2» a sette posti, soluzione che sacrifica un po’ lo spazio per i bagagli ma aggiunge versatilità alla gamma. Sullo stand Nissan, dove era esposto anche il nuovo Murano, grande rilievo è stato dato anche alle concept «verdi», come l’elettrica Denki Cube alimentata con batterie a ioni di litio, la stessa tecnologia adottata dalla Nice per una Fiat 500 sperimentale. Ha puntato sull’emotività la Ford, svelando la Focus Rs da 295 cv, per gli automobilisti che vogliono ancora sognare, letteralmente affascinati di fronte all’Alfa Romeo MiTo in prima britannica.