Il Salone a Milano: una grande sfida per tutti

In fibrillazione il mondo dell'arredamento. Ci stiamo avvicinando al Salone del Mobile di Milano e in ogni azienda si lavora a più non posso intorno alla creazione di nuovi modelli. Ormai, anche se le contraddizioni sono tante tutto quello che riguarda il design per la casa si sta avvicinando a quello per l'abbigliamento. Non certo in termini di collezioni, perché la moda si alterna in estate e in inverno mentre l'arredo si limita in realtà all'occasione milanese, ma sicuramente in termini di impegno economico, e questo per diverse ragioni. Innanzitutto possiamo parlare di Fiere, perché Parigi, con i suoi due appuntamenti in Gennaio e in Settembre a Maison & Objet, sta diventando tappa obbligata per un pubblico di target alto e altrettanto per fabbricanti e produttori. Poi Verona, a Settembre, anche se le ultime edizioni hanno mostrato un poco la corda di una involuzione. Poi gli appuntamenti in Russia, in Belgio, a Londra, a Valencia. Tutto questo incide non solamente nei costi dei fabbricanti ma anche ad un calo di produttività interna all'azienda durante il periodo destinato alla partecipazione ad una Fiera. Parliamo poi dei modelli, perché oggi in realtà ogni grande marchio produce quasi tutto, dall'arredo per la zona notte a quello per la zona giorno, facendo eccezione alcune firme di cucine e di letti. Questo creare implica risorse non indifferenti e una ricerca di creatività esasperata. Architetti, designer famosi o sconosciuti, arredatori, piccoli imprenditori, ciascuno è chiamato a dare un contributo continuo, più o meno grande, che in realtà in un anno conosce ben pochi mesi di sosta. E da qui ecco nascere un'offerta di proporzioni gigantesche, che se non fosse aiutata dall'esportazione, si risolverebbe in un crac. Esportazione e contract sono vie di fuga sempre più battute. Ma c'è anche chi cerca di prendere in contropiede tutta la concorrenza, presentando le loro novità ben prima della data del Salone di Milano, con risultati piuttosto modesti e ripetitivi: divani con mille cuscinetti, sedute quasi a terra, inserimenti domestici molto improbabili. E se ai legni, ai laminati, agli intarsi, aggiungiamo la ricerca esasperata di nuovi tessuti, il conto torna, non siamo certo lontani dal mondo della moda, che gode forse di più fascino per l'intervento dell'elemento femminile, ma certamente meno duraturo di quello di un arredo di classe, di vero design.