Il Salone Nautico resta nella Fiera di Genova

«Roma, per le sue potenzialità turistiche e l'investimento di 300 milioni di euro nel nuovo quartiere fieristico, era una proposta allettante, come lo potevano essere anche Venezia e Napoli, ma abbiamo scelto ancora una volta Genova. La Fiera Internazionale genovese, a differenza di quella della Capitale, è sul mare e ha spazi idonei a terra. Inoltre l'ente fieristico e le amministrazioni locali stanno investendo molto nelle strutture e quindi siamo soddisfatti di avere rinnovato il contratto per i prossimi sei anni. Con la Fiera genovese condividiamo un piano commerciale e industriale».
Anton Francesco Albertoni, presidente di Ucina, ha compiuto ieri 44 anni e li ha festeggiati firmando con il presidente della Fiera Internazionale di Genova l'accordo di partnership per il Salone Nautico fino al 2013. Roma, quindi, non è riuscita a scippare al capoluogo ligure il titolo di capitale della nautica italiana e mondiale, insieme a Fort Lauderdale e Dusseldorf.
La partnership per l'organizzazione del Salone Nautico è stata presentata ieri anche dai dirigenti di Ucina Lorenzo Pollicardo e di Fiera di Genova Roberto Urbani con gli interventi del presidente del porto Giovanni Novi e del presidente della regione Liguria Claudio Burlando.
«La Marina - ha detto Burlando - ha dato un grosso valore aggiunto alla Fiera che è in continua crescita e alla quale, come amministratori locali, dobbiamo fornire la massima attenzione e supporto. Altre città hanno tentato di organizzare il Salone Nautico, ma non ci sono riuscite. Hanno realizzato soltanto esposizioni di barche. Dopo la firma tra Ucina e Fiera di Genova occorre pensare alla governance della Darsena, in grado di ospitare 400 posti barca, e riflettere sulla questione delle concessioni portuali. In questo settore c'è qualcosa da rivedere. Non va bene che un privato ci guadagni troppo, soprattutto quando ha in concessioni aree dove l'opera è stata del pubblico. Gli imprenditori devono guadagnare il giusto, ma non straguadagnare grazie al sistema di aree pubbliche in concessione che poi vengono a loro volta subconcesse. Succede anche che alcune aree rimangano vuote non generando redditi e lavoro per i genovesi. Qualcuno potrà dire che la mia posizione è un ritorno al passato, ma non me ne importa. L'importante è trovare una soluzione nell'interesse di tutti».
«Sono d'accordo con il presidente Burlando - dice Novi - d'altronde ero stato io a sollevare la questione alcuni anni fa e vedo con piacere che i politici mi hanno seguito. Per lo sviluppo della nautica e di Genova, quindi, l'accordo firmato tra ucina e Fiera di Genova è un importante passo avanti».
L'accordo di ieri, sullo sviluppo e il consolidamento della leadership mondiale del Salone Nautico, rafforza la partnership nata nel 1966 e capitalizza il format che ha prodotto nelle ultime edizioni risultati di eccellenza grazie alle importanti innovazioni introdotte nei settori organizzativi, di aggiornamento delle strutture fieristiche, delle competenze dell'industria nautica, sinonimo dell'innovativo e qualificato made in Italy. Con 2200 barche esposte, 1650 espositori, di cui il 36 per cento provenienti dall'estero, 324mila visitatori, il lay out della Marina che ha raddoppiato i posti barca in acqua, il salone nautico genovese si presenta per l'edizione del prossimo ottobre come leader nello scenario del settore a livello mondiale.