Il Salone è salvo, rinviato lo sciopero dei mezzi

Traffico in tilt, code interminabili per un taxi, centro paralizzato. Uno scenario in parte scampato grazie all’intervento del prefetto Gian Valerio Lombardi che ieri, su sollecitazione del sindaco Moratti, ha rinviato lo sciopero dei mezzi pubblici, programmato per oggi. Lo stop di 8 ore dei mezzi, indetto dalle sigle sindacali Al Cobas, Cub trasporti, Sama Faisa Confail e Fildiai Cild, fissato dalle 8,45 alle 15 e dalle 18 alle 19, 45 è slittato al 4 maggio prossimo. Il motivo dello sciopero? «La proprietà e i vertici di Atm - fa sapere la Cub - intendono rinegoziare tutti gli accordi con i lavoratori con la scusa della societarizzazione».
«Il provvedimento si è reso necessario - spiega il prefetto - per scongiurare possibili intralci alla circolazione tenuto conto dello straordinario afflusso di utenti della metropolitana e, in generale, nel trasporto pubblico locale in occasione del Salone del Mobile alla fiera di Rho. Nella scorsa edizione, infatti, nella giornata di venerdì era stata registrata la maggiore presenza di visitatori», che ammontavano a ben 67.200.
Tira un sospiro di sollievo l’amministratore delegato di Fiera Milano, Claudio Artusi: «Siamo molto grati al prefetto Gian Valerio Lombardi, al presidente della regione Roberto Formigoni e al sindaco Letizia Moratti - ha dichiarato - per la sensibilità dimostrata e il sollecito interessamento. Constatiamo con soddisfazione che la città è al fianco della sua fiera». Un pericolo scampato per la fiera e la sua immagine, ma anche per i milanesi che cercano di districarsi, da quasi una settimana, tra il traffico: impossibile attraversare il centro in macchina e la situazione non migliora certo spostandosi verso la periferia. A ciò si aggiungono i ritardi nei collegamenti con la Fiera, come dimostrano le lunghe code in arrivo dalla Milano Laghi. «Serravalle - ha ricordato all’inaugurazione Roberto Formigoni - avrebbe già dovuto consegnare le sue opere, che sono slittate alla fine del 2007».
Non solo disagi, però, ma anche un danno di immagine: al Salone sono presenti 524 espositori esteri e 368 designer di 37 paesi diversi. Che figura avrebbe fatto Milano si chiedeva mercoledì Michele Perini, presidente di fiera Milano: «Intorno al salone ruotano migliaia di visitatori, soprattutto stranieri, mossi dall’innovazione, fatto importante che dà ampio risalto all’immagine del nostro Paese».
Immagine che per oggi è salva.