Salone con vista su escrementi e degrado

(...) a resistere senza dare una brutta immagine di sé proprio nei giorni in cui il mondo la guarda.
Chi volesse raggiungere il Salone Nautico in treno non ha problemi a trovarsi subito di fronte lo spettacolo peggiore: una tenda che già due settimane fa era stata «denunciata» dal Giornale, è ricomparsa ieri mattina nel bel mezzo dei giardini. Anzi, le tende a dire il vero erano due. Occupate naturalmente. Occupate da chi ha risolto il problema dell’albergo senza che nessuno facesse quello che avrebbe fatto con un cittadino qualsiasi che si impossessa di un bene pubblico o anche solo calpesta un’aiuola. Con i vigili probabilmente troppo impegnati a studiare le contromosse al traffico, i campeggiatori da giardinetti hanno vita facile.
Proseguendo a piedi verso i cancelli di quella che dovrebbe essere la manifestazione fiore all’occhiello per la città, i visitatori rischierebbero comunque di restare incollati sui marciapiedi. In viale Brigate Bisagno, da entrambi i lati, non ci sono più le mattonelle rotte e dissestate. Eppure c’è poco da esultare. Il Comune ha infatti ordinato di coprire tutto con una colata d’asfalto. A parte il senso estetico e l’impatto sgradevole della scelta, ci sono i problemi pratici da risolvere. Il bitume sotto il sole si ammorbidisce al punto di trasformarsi in trappole per le signore con i tacchi e autentici fogli di colla per le suole di gomma. Dal lato di levante poi, l’asfalto è stato steso con tale fretta (in un pomeriggio) che dove arriva a lambire le poche mattonelle rimaste (terribile il pasticcio) resta una sostanza semiliquida nera e appiccicosa che finisce sotto le scarpe di tutti i passanti e viene sparsa lungo il cammino o dentro i locali.
Gli spazi del Salone hanno ormai conquistato anche le banchine del Porto Antico, nella zona dell’Acquario. E lì si presenta il «solito» spettacolo. Rifiuti ed escrementi che galleggiano sotto i pontili. E soprattutto pesci di ogni tipo, specialmente cefali, che si danno il turno a mangiarli. Per il disgusto di chi osserva. Una situazione denunciata già un mese fa con un’interpellanza in Comune dal consigliere biasottiano Francesco De Benedictis, che invocava anche l’intervento dei battelli ecologici tanto decantati e altrettanto inutili. Da allora nessuna risposta, soprattutto nessun intervento. Il biglietto da visita per i visitatori del Nautico magari cambia un po’, dai nomadi ai marciapiedi e ai pesci spazzini. Ma la sostanza del «logo» per il Salone buono di Genova resta la stessa.