Salta anche la terza panchina: al Chievo Di Carlo

Dopo il Bologna, che ha sostituito Arrigoni con Mihajlovic, cambiano anche i veronesi: al posto di Iachini in panchina Di Carlo

Verona - Salta un altro tecnico. La serie A si infiamma e chi continua a perdere terreno preferisce cambiare. Ieri il Bologna, via Arrigoni dentro Mihajlovic, oggi il Chievo: fuori Iachini, arriva Di Carlo. Anche Beppe Iachini paga una classifica precaria. I veneti hanno chiamato a sostituirlo Domenico Di Carlo, ex allenatore del Parma e del Mantova. Campedelli ha avuto bisogno di un’altra giornata di riflessione dopo il 3-0 di Palermo e il penultimo posto in classifica. Di Carlo, già in predicato di andare a Verona prima della scelta di Iachini, ha vinto la concorrenza di Pillon. Ieri invece, dopo il tremendo ko con il Cagliari, il Bologna aveva esonerato Daniele Arrigoni chiamando al capezzale di una squadra in crisi Sinisa Mihajlovic, a lungo vice di Roberto Mancini, ma per la prima volta da solo in una panchina. Ora sono quindi tre i tecnici costretti a lasciare in serie A il lavoro intrapreso questa estate. Fino a domenica infatti era caduta solo la testa di Stefano Colantuono, allenatore del Palermo, sostituito con successo da Davide Ballardini, l’ex allievo di Arrigo Sacchi. A dare il benservito al tecnico di Anzio il 4 settembre il re dei mangiallenatori, Maurizio Zamparini, deluso e amareggiato dalla sconfitta subita nella prima giornata di campionato, a Udine. Dopo 10 giornate di A quindi sono tre le panchine saltate.

Anche in B Situazione diversa, invece, in Serie B, dove sono già quattro i tecnici licenziati dai rispettivi presidenti. Serse Cosmi è stato sollevato dall’incarico a Brescia il 25 settembre per fare spazio all’esperto Nedo Sonetti, che in passato ha già trascinato i lombardi in Serie A. A Parma, via Gigi Cagni il 30 settembre per fare spazio a Francesco Guidolin, che ha conquistato la sua ultima promozione dalla B alla A alla guida del Palermo, nella stagione agonistica 2003/04. Ad Ascoli via Nello Di Costanzo il 21 ottobre che ha pagato a caro prezzo una crisi societaria che ha avuto non poche ripercussioni sulla squadra: al suo posto è stato chiamato Enzo Chiarenza, prima attaccante nella Primavera della Juve, poi trasformato in arcigno terzino di B, quindi cresciuto come allenatore sempre alla corte della Vecchia Signora. Infine, a Mantova, il quasi sconosciuto Giuseppe Brucato ha fatto spazio il 27 ottobre al pluridecorato Alessandro Costacurta che, dopo una vita trascorsa a Milanello, ha deciso di seguire le orme di alcuni suoi illustri ex compagni (Gullit, Van Basten, Rijkaard, Donadoni, Baresi, Tassotti, Ancelotti, solo per citarne alcuni), sedendosi anche lui in panchina.