Salta la norma sulle pensioni Si intensifica la lotta all'evasione

Si è concluso il vertice tra il ministro del Lavoro e quello della Semplificazione. Salta la norma sulle pensioni che prevedeva il blocco del riscatto degli anni di laurea e del servizio militare. Il mancato gettito verrà compensato con l'intensificazione della lotta all'evasione. Sospesi in Comissione Bilancio del Senato l'iter di modifica del provvedimento in attesa degli emendamenti annunciati domani. Vertice di maggioranza al Senato: Schifani chiede di rispettare i tempi

Roma - Si è concluso il vertice tra il ministro per la Semplificazione Normativa, Roberto Calderoli e il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, con i tecnici del ministero dell'Economia e con quelli del ministero del Lavoro, previsto "per approfondire la materia previdenziale, in particolare non solo per l`impatto finanziario ma soprattutto per l'impatto sociale". E da quanto emerge, sarebbe saltata la norma sulle pensioni che prevedeva il blocco del riscatto degli anni di laurea e del servizio militare ai fini del calcolo degli anni di anzianità. Domani se ne parlerà in un consiglio dei ministri in cui sarà presente anche il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, ma secondo fonti governative, questa ipotesi non rientrerà più tra gli emendamenti alla manovra varata alla vigilia di ferragosto.

Vertice di maggioranza al Senato Nell’ufficio del presidente di Palazzo Madama, Renato Schifani, si sono intanto riuniti il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, i sottosegretari all’Economia Luigi Casero e Antonio Gentile, il presidente della commissione Bilancio, Antonio Azzollini, il capogruppo del Pdl, Maurizio Gasparri (con il suo vice Gaetano Quagliariello), e i capigruppo Federico Bricolo (Lega Nord) e Pasquale Viespoli (Coesione nazionale). Schifani ha richiamato la maggioranza al rispetto dei tempi sulla manovra. "C’è una forte attenzione del presidente del Senato sul rispetto dei tempi", ha spiegato Gasparri.  

Domani gli emendamenti del governo Arriveranno "domani" gli emendamenti del governo alla manovra, secondo il sottosegretario all’Economia Antonio Gentile. Durante la riunione della Bilancio, riferiscono diversi senatori, Gentile aveva spiegato che le proposte di modifica del governo saranno presentate probabilmente all’ora di pranzo e quindi dopo il Consiglio dei Ministri. Nel frattempo la Bilancio ha sospeso i suoi lavori, per decidere come procedere in attesa proprio degli emendamenti del governo.

Intensificare la lotta all'evasione Il mancato gettito che si sarebbe recuperato con l’intervento sulle pensioni (circa 1,5 miliardi di euro) verrà compensato da un’intensificazione della lotta all’evasione. È quanto si apprende da fonti di maggioranza. Non sono state al momento nè definite nuove misure nè si è discusso dell’entità di eventuali nuovi interventi. Intanto la commissione Bilancio del Senato è impegnata nell’esame degli emendamenti (1.300 in tutto) della manovra bis. Oggi, entro le 18, dovrebbero arrivare quelli del governo. Alle 16, invece, è convocata la conferenza dei capigruppo che dovrà stabilire l’ordine dei lavori in Aula.

Non stiamo lavorando su aumento Iva Riprendo a circolare le ipotesi di una supertassa, mentre quelle su un possibile aumento dell'Iva sono state smentite dal sottosegretario al ministero dell'Economia, Luigi Casero: "Non stiamo lavorando all’aumento dell’Iva", ha detto Casero, a margine del lavori del Senato sulla manovra, confermando inoltre il dietrofront sulla norma che avrebbe congelato il riscatto degli anni dell’Università e del servizio militare per andare in pensione. Al momento, spiega il sottosegretario, si stanno studiando le coperture, che andranno a sostituire il contributo di solidarietà.

Gelmini: nessun taglio alla scuola  Nella manovra "non si saranno tagli agli organici, né tantomeno sulla spesa per il funzionamento della scuola". Ad assicurarlo è il ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca Mariastella Gelmini, che, nel corso della conferenza di presentazione dell’anno scolastico 2011-2012, conferma che nel provvedimento sono contenuti, come noto, "tagli lineari per tutti i ministeri, compreso il Miur, ma tuttavia non si rifletteranno sulla scuola". La sforbiciata ai costi contenuti nella manovra anche per il Miur verrà dunque assorbita da una "razionalizzazione della spesa". Due gli esempi evidenziati dal ministro: "la riduzione degli appalti esterni per la pulizia" che ha già fruttato "300 milioni di euro", e il capitolo della digitalizzazione "che ha consentito risparmi per 700 milioni di euro". Quanto all’accorpamento degli istituti scolastici, "la misura, già contenuta del decreto sviluppo - ci tiene a precisare il ministro - non porterà un taglio di 3.000 presidi. Secondo il calcolo fatto, sarebbero 1.000 quelli" a rischio "ma verranno mantenuti in servizio - assicura - totalmente recuperati. E verranno inoltre assorbiti anche i nuovi dirigenti scolastici vincitori del concorso" in programma a partire dal prossimo 5 ottobre.