Salta la salva-imprese, Napolitano: "Ora nel dl solo norme attinenti"

Dopo le polemiche della sinistra, Berlusconi ritira la norma. Il Colle: "Ora nella manovra solo norme attinenti". Ma Romani: "Era una norma di cibviltà". Calderoli perplesso. E Tremonti: "Parliamo della manovra..."

Roma - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha chiesto al ministero dell'Economia di ritirare dalla manovra la norma "salva-imprese" che, nei giorni scorsi, aveva scatenato polemiche da parte dell'opposizione. Tuttavia, durante la conferenza stampa di presentazione della manovra economica, il ministro allo Sviluppo economico Paolo Romani ha nuovamente sottolineato che "era una norma di civiltà". Ma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano insiste nell'importanza di aver rimosso la "salva-imprese" e, dopo aver firmato il decreto, è soddisfatto di aver ricondotto la manovra a "norme attinenti".

"Era una norma responsabile che prevedeva le sanzioni venissero pagate dalle aziende solo alla sentenza della Cassazione - spiega il titolare dello Sviluppo economico - era una norma di civiltà". "Poi si è scatenato l’inferno - continua Romani - e responsabilmente Berlusconi, caro Tremonti, ndr, ha chiesto al Tesoro di ritirarla". Durante la conferenza stampa, il ministro per la Semplificazione del programma Roberto Calderoli ha ribadito di non aver mai né visto né letto la norma. Pur non volendo nentrare nel merito, l'esponente leghista ha voluto esprimere "qualche perplessità sotto il profilo costituzionale visto che una norma deve avere i caratteri di generalità e astrattezza". Anche il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, non è voluto entrare nel merito della norma dal momento che la conferenza stampa era stata convocataper illustrare la manovra varata oggi dal Quirinale. "Ne parlerà ufficialmente Palazzo Chigi - ha chiosato il titolare dell'Economia - siamo qui per discutere del testo che c’è, c’è molto da discutere e riflettere di questo".