Salta la trattativa e gli orchestrali tirano dritto: «Il 7 sarà sciopero»

(...) Alla fine lo sciopero è stato messo ai voti e deliberato all’unanimità. Solo uno si è astenuto. La richiesta degli orchestrali era che la Scala si impegnasse a riaprire la trattativa sul contratto integrativo nel 2012. Di fronte al “no”, è scattata la protesta.
Spiega Sandro Malatesta, leader del sindacato autonomo dell’orchestra: «In questi giorni abbiamo lavorato con la direzione per trovare un accordo complessivo. Giovedì sera avevamo steso uno scritto comune che andava bene a tutti, dove il teatro di impegnava a riaprire la discussione sull’integrativo nel 2012. Ma mezz’ora dopo è arrivato lo stop di Cgil, Cisl, e Uil». Domenico Dentoni, rappresentante della Uil, conferma la posizione dei confederali: «Avevamo dato la disponibilità ad accettare modifiche alla parte normativa, quella che riguarda le regole di organizzazione del lavoro. Ma il Fials ha chiesto impegni per il 2012 sulla parte economica. E noi ripetiamo da sempre di ritenerlo inaccettabile».
A questo punto l’unico debutto certo è quello del 4 dicembre, quando è in programma l’anteprima del Don Carlo dedicata ai giovani con meno di ventisei anni, fortemente voluta dal sovrintendente, Lissner, a un prezzo simbolico di dieci euro.
Il Fials non ha proclamato uno sciopero sulla serata del 4 dicembre («suoneremo» ha confermato nei gioni scorsi Malatesta), anche perché la serata è legata a un’iniziativa benefica. Il ricavato della vendita di una parte dei biglietti, messa a disposizione online sul sito www.projectmalawi.it, sarà infatti devoluto al Project Malawi, un programma di aiuti che dal 2005 Intesa Sanpaolo e Fondazione Cariplo sostengono per contribuire allo sviluppo di uno dei 15 Paesi più poveri del mondo e maggiormente afflitti dall’epidemia di Aids. I posti in platea sono in vendita a 200 euro, il palco reale a 400 euro.