Saltalamacchia: «Tra noi e la vela tante affinità»

Rispetto ad altre Case automobilistiche ha una minore «anzianità di servizio» nel mondo della vela ma sta recuperando terreno rapidamente e non nasconde la voglia di allargare gli orizzonti. Per parlare del rapporto Bmw-vela, abbiamo intervistato Marco Saltalamacchia, presidente e amministratore delegato del gruppo in Italia.
«Anche se il nostro debutto risale a 5 anni fa, con la vela abbiamo sempre trovato grandi affinità che nascono dalla passione di chi la pratica, abbastanza simile a quella di chi sceglie una Bmw come auto - spiega Saltalamacchia - poi questo sport ci piace per altri aspetti, uno dei quali è certamente legato al design. Negli ultimi anni c’è stata un’evoluzione nelle barche che inizia a beneficiare della cultura automobilistica: lo si vede nella progettazione, in alcune soluzioni tecnologiche, nei materiali impiegati». Se aggiungiamo che i cantieri più grossi, in particolare di imbarcazioni a motore, adottano linee ispirate a quelli dei siti delle Case automobilistiche, i mondi sembrano avvicinarsi sempre di più. «Visitando il cantiere Azimut, in effetti, ho avuto questa sensazione: la costruzione ha dei forti parallelismi con quella delle vetture. In qualche modo credo che esista un processo di industrializzazione e di produzione che va a convergere - prosegue il numero uno di Bmw Italia - però al tempo stesso la nautica resta legata a valori tradizionali di sportività e di sfida. Dove spesso gli avversari da superare non sono che i propri limiti. Soprattutto nella vela l’uomo è al centro di un sistema, certamente ricco di tecnologia e di esasperazione, ma dove ha un ruolo fondamentale. Poi ci sono altri valori che sono molto affini con il mondo Bmw, come a esempio il concetto di squadra». Vale la pena approfondirlo. «La cosa bellissima è che nella vela occorre un gioco di squadra perfetto, è fondamentale che ciascuno faccia benissimo le cose di cui è responsabile. Non è un caso se lo scorso anno abbiamo preso tutti i 120 dirigenti di Bmw Italia e siamo andati per due giorni a Montecarlo inventandoci velisti e gareggiando tra di noi. Pochissimi avevano esperienze di regate, gli altri erano totalmente a digiuno. Al secondo giorno, quando finalmente si è capito che la cosa importante era concentrarsi sul proprio compito e farlo al meglio, siamo riusciti a regatare e a dimostrare come si formi un team. All’inizio era un disastro».
In Italia, il fiore all’occhiello è rappresentato da Bmw Match Race Academy, novità che Saltalamacchia ha voluto personalmente: «L’abbiamo pensata tre anni fa con lo Yacht Club Italiano e ci siamo messi subito al lavoro. Non esistevano scuole di match race e questo mi sembrava un peccato perché rappresentano un completamento per chi già va in barca a vela e vuole avvicinarsi a una disciplina che certamente è molto difficile. E quindi un marchio come Bmw che vuole dare un contributo a questo sport non poteva farlo aprendo l’ennesima scuola di vela ma creando una “scuola dell’eccellenza”, specializzata in match race. Non è secondario ovviamente il fatto che noi siamo impegnati nell’America’s Cup con Bmw Oracle Racing, uno dei team di punta». Non ci sono dubbi che quello di Bmw nella vela sia un impegno che va al di là della classica sponsorizzazione. «Mettere il proprio marchio su una barca o a una singola manifestazione e sparire subito dopo serve a pochissimo - dice il presidente - può andare bene a marchi emergenti che vogliono farsi vedere, ma non è il nostro caso. Noi abbiamo una filosofia un po’ diversa, tanto che non sponsorizziamo qualunque cosa. Abbiamo pochi settori di attività su cui investiamo che sono lo yachting, il golf e due categorie automobilistiche quali il Mondiale Turismo e la Formula 1. Per noi non si tratta di semplice sponsorizzazione ma di essere presenti e organici all’attività di questi sport». Al di là delle corse, ovviamente vocazione numero uno di una casa che produce auto belle e veloci, il gruppo di Monaco segue da vicino golf e vela perché rispecchiano molto dello spirito di famiglia. «Essere presenti, per Bmw vuole dire non essere solo sponsor, ma garantire i servizi di mobilità, sviluppando attività specifiche che vanno dai test driver ai corsi di guida sicura - chiude Saltalamacchia - ma la passione resta sempre una componente fondamentale».

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