Saltano solo loro

Le primarie non erano una clamorosa domanda, il venturo Partito democratico non sarà una clamorosa risposta. Le primarie e il neo-partito si riveleranno un avvicendamento come altri, un passo ordinario in quella storia minore che è quella dei partiti italiani. In politica nessuno inventa niente: al limite intercetta, aggiusta, ma non rivoluziona mai. In altre parole, dopo queste primarie, niente è più ridicolo della postura guardinga che hanno assunto i neo professionisti dell’antipolitica, niente è più sbellicante dei grillini e dei surriscaldati che hanno quell’arietta che sta a dire: bene, ora però fate la rivoluzione o saranno guai, approvate le proposte grillesche o sarà guerra, e cacciate i condannati, abolite i privilegi, migliorate l’ambiente, assumeteci tutti, fateci campare cent’anni: o torneremo in piazza e vi manderemo affangrillo. Tra quanto cominceranno a sentirsi traditi? Domattina? Tra venti minuti? Poco importa, i rivoluzionari non sono mai accontentabili, bramano un’umanità che non esiste e tantomeno esiste per decreto legge. In minor parte sono solo dei furbastri in cerca di potere, in maggioranza sono il lamento di chi non l’avrà mai. Non fa salti la natura, non fa salti la Storia: figurarsi un partito capitanato da Veltroni.