Saltati gli schemi, resta il mistero Eto’o

DIFESA Le espulsioni dei due centrali hanno reso impossibile il test del reparto che dovrà affrontare Drogba

MilanoL'anti Chelsea non doveva uscire da questo Inter-Samp, ma restare in nove per quasi un'ora non è stato un grande aiuto per Josè Mourinho. Fatta fuori la coppia centrale della squadra di casa nel primo tempo non era un evento pronosticabile, Cambiasso è scalato ma l’Inter era ormai stravolta. Josè aveva schierato la probabile formazione di mercoledì con Cordoba al posto di Lucio e Samuel Eto'o sotto stretta osservazione. Il camerunense è il fratello dei tre palloni d'oro africani, il dolore al piede un rifugio che maschera una condizione approssimativa, sembra dieci chili in meno, se calcia in porta rimbalza all'indietro. Tornato dalla coppa d'Africa, Eto'o è rimasto più o meno silenziosamente in un angolo, Josè non poteva lasciarlo nuovamente fuori, ha chiuso gli occhi e l'ha gettato dentro. Mourinho lo ha inserito fin dal primo minuto proprio per capire meglio la situazione, Pandev al momento dà maggiori garanzie, ha più fame, vede la porta larga, Eto'o quando alza gli occhi la vede piccola e lontana. Non sono fesserie.
Sneijder è l'imprevedibilità ma comunque non è in discussione, in mezzo gli occhi erano tutti puntati su Dejan Stankovic, al rientro dal 9 gennaio quando un misterioso scalino di San Siro lo ha tolto di formazione al rientro dopo l'intervallo di Inter-Siena. Il serbo ha i muscoli che mancano a Eto'o, non è mai stato un fine dicitore, è la macchina in mezzo al campo, ha la forza d'urto che manca negli altri, Josè lo ha tenuto a riposo oltre ogni ragionevole dubbio, poteva schierarlo prima, non ha osato rischiarlo ma era pronto. Il centrocampo con lui ha un'altra faccia, senza togliere nulla a Muntari e Thiago Motta.
Dietro c'è la situazione meno fluida, il Chelsea sta riscoprendo un grandissimo Didier Drogba. Ieri l'ivoriano contro il Wolverhampton ha messo a segno due gol descritti con molta enfasi dai telecronisti britannici, il primo dopo un triangolo fra Zhirkov e Ballack, il secondo direttamente su rinvio di Petr Cech. È altrettanto vero che il Wolverhampton è una delle squadre più scarse della Premier, fra le meno prolifiche e nonostante questo il Chelsea si è salvato grazie alle prodezze di Cech e un salvataggio sulla riga di John Terry. Ma ogni partita fa storia a sé e la doppietta di Drogba resta come segnale.
Venerdì in conferenza stampa Josè Mourinho ha spiegato cosa succede in prossimità di certi scontri. «Durante la stagione - ha detto Josè - arriva il giorno della partita più importante e tu speri sempre di poterla giocare con la miglior squadra che hai a disposizione. Bene, io vorrei Zanetti a centrocampo, ma con Chivu infortunato ho come unica alternativa Davide Santon». E qui si è fermato.
Ora bisognerebbe capire cosa c'è dietro questo benedetto ginocchio che si gonfia, il destro, di Davide Santon. Il ragazzo è stato operato in artroscopia, medesimo intervento che ha subito Marco Materazzi di anni 37, tornato in campo dopo 15 giorni. Di Santon si continuano a non ricevere notizie rassicuranti, dopo la gara il ginocchio si gonfia. Conosciamo Josè, se avesse qualcosa da ridire allo staff medico, non si sarebbe lasciato troppo supplicare, l'occasione l'avrebbe trovata al volo, magari con riferimenti in conferenza stampa, precise allusione. Invece no, non se l'è mai presa con chirurghi e fisioterapisti, ha solo ricordato al giovane Santon il recupero e l'attaccamento di Marco Materazzi alla maglia.
Con questi due dubbi, Eto'o e Santon, l'Inter riceve mercoledì il Chelsea per la madre di tutte le partite di questa stagione.