La salute è legata a un filo (dello smartphone)

Le ultime novità del mondo delle farmacie al Salone di Bologna È il cellulare il protagonista che corre in aiuto al nostro benessere

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Uno smartphone ci salverà? È la domanda del giorno negli smisurati spazi di Fiera Bologna dove è in corso da ieri la ventesima edizione di Cosmofarma, evento leader a livello europeo per prodotti e servizi legati al mondo della farmacia. Nel cosiddetto StartUp Village organizzato per il secondo anno di fila vengono presentati 17 progetti innovativi per la salute e il marketing farmaceutico, una via di mezzo tra la stanza delle invenzioni di Archimede Pitagorico e il famoso garage di Steve Jobs in cui è nata la Apple. Stavolta a far la parte del leone non è tanto il computer quanto il telefonino, croce e delizia dei nostri giorni. A Pavia un gruppo di studenti dell'Almo Collegio Universitario Borromeo ha messo a punto D.Heart, l'elettrocardiografo portatile che sfrutta la tecnica dei selfie per inquadrare anche in assenza di un medico i punti Repepe, cioè quelli in cui posizionare correttamente gli elettrodi per rilevare il tracciato del battito cardiaco. Questi ultimi sono collegati a un apparecchietto che sembra uno yo yo e che trasmette in tempo reale i dati registrati al telefonino. L'ECG viene subito inviato a chi di dovere, sia esso medico curante oppure intero reparto di cardiologia in una struttura ospedaliera. Dietro a questo bellissimo progetto adottato dalla Corman, azienda specializzata negli apparecchi per misurazioni mediche, c'è anche la storia a lieto fine di uno dei giovani ricercatori che a 16 anni è scampato per puro miracolo a un infarto e adesso crede nelle diagnosi precoci come risorsa tanto del caso che della necessità. Tenerissima anche la storia di Memio, una app collegata a un portapillole intelligente che impedisce le pericolose dimenticanze dei pazienti. Il progetto (sempre adottato da Corman) è stato messo a punto da un gruppo di studenti dell'Università del Salento uno dei quali ha visto il padre in preda a una severa ischemia per non aver rispettato gli orari della propria terapia salvavita. PoolPharma ha invece adottato SmartLOGO, un'altra app ma stavolta geolocalizzata. Basta inquadrare il logo dell'azienda come si farebbe con un quar code per avere immediatamente schede prodotti, info su promozioni e concorsi, immagini audio e video, notizie dai social media oltre agli indirizzi delle farmacie che aderiscono al programma. Per evitare le stragi del sabato sera arriva Floome, l'etilometro collegato al telefonino che è leggermente più severo (il 2% in più) di quelli in dotazione alla polizia stradale, ma ha il buon senso di chiamare un taxi oppure un amico fidato se registra un tasso alcolico eccessivo. In questo caso lo schermo si colora di rosso, mentre se si è abbastanza sobri per guidare in sicurezza lampeggia il verde. Tiene inoltre sotto controllo il consumo di alcool settimanale, indica le calorie assorbite e può perfino comunicare i dati ai vari social network indicati dal proprietario dell'apparecchio che ha una batteria al litio programmata per durare 69 anni con tre controlli al giorno. Il dispositivo è già in vendita in 32 Paesi al prezzo davvero conveniente di 89 euro: qualunque madre o zia amorevole darebbe molto di più per poter star tranquilla sul rientro di ragazze e ragazzi che alzano troppo il gomito. Pensata invece per gli anziani la app Badaplus che spiega le terapie da seguire nella lingua delle badanti oppure Trillio, l'apparecchio definibile come sveglia del nonno perchè segnala agli anziani quando è il momento di prendere le medicine anche con la voce dei nipotini. L'idea nasce da una statistica americana: pare che le persone sopra i 60 anni abbiano un cattivo rapporto con gli smartphone. Meglio quindi una classica sveglietta dotata però di un pulsante che l'anziano deve schiacciare altrimenti parte un sistema di allarme a familiari, vicini di casa, medici o amici. Poi c'è il sale che non sale, ovvero un estrattore di sapidità che ti permette di cucinare qualsiasi pietanza senza salarla. Mentre Diamante è il brevetto di un test che permette di diagnosticare in breve tempo la sindrome di Sjogren, una malattia autoimmune che colpisce soprattutto le donne e che prima era diagnosticabile con un iter di almeno quattro anni. Nonostante il nome degno di un mobile dell'Ikea si tratta di una cosa molto pericolosa: l'assenza di lacrime negli occhi e di saliva in bocca che espone al rischio di tumori, cattiva digestione, perdita della vista, grandi dolori e spese continue oltre che inutili in farmacia.