Salute: l'Europa alla caccia dei «cyber-pusher»

Firmata convenzione internazionale che permette alle forze di polizia di perseguire la vendita di medicinali contraffatti su Internet

ROMA - Nuove armi a disposizione delle forze di polizia internazionali per combattere il traffico dei farmaci contraffatti, anche in maniera coordinata. Tra le novità, in particolare l'introduzione di nuovi reati, ovvero: fabbricazione di prodotti medicinali contraffatti; fornitura o promozione (anche tramite Internet) e traffico di prodotti medicinali contraffatti; falsificazione di documentazione cartacea o online relativa ai farmaci.
È stata infatti siglata oggi a Mosca, dall'Ambasciatore italiano Antonio Zanardi Landi in rappresentanza del ministro degli Esteri Franco Frattini e da 12 dei 47 Paesi appartenenti al Consiglio d'Europa, la Convenzione Medicrime, orientata proprio alla lotta alla contraffazione dei farmaci, informa una nota dell'Aifa. La Convenzione, frutto della collaborazione tra l'Edqm (European Directorate for the Quality of Medicines) e la Direzione Generale dei Diritti dell'Uomo e degli Affari Giuridici del Consiglio d'Europa, consentirà, infatti, l'introduzione di norme penali in virtù delle quali le Forze di Polizia, le Agenzie farmaceutiche e le Dogane dei 47 paesi del Consiglio d'Europa potranno scambiarsi informazioni e collaborare per il tramite di Interpol ed Europol.
La Convenzione propone un approccio investigativo verso i reati di contraffazione di medicinali e inciderà sulle normative penali che disciplinano le transazioni su Internet, permettendo, per esempio, l'incriminazione dei «cyber pusher» che gestiscono i siti internet sui quali vengono venduti i farmaci contraffatti.