Addio dieta da fame La riscossa della pasta

Michele Vanossi

Basta con le diete da fame, con le rinunce e con il mezzo gambo di sedano scondito. Si può dimagrire anche con un bel piatto di spaghetti in tavola. È il riscatto della pasta sulle diete proteiche. Buone notizie in arrivo per il popolo dei 4,5 milioni di donne e 3,7 milioni di uomini che, in base a una fotografia del Codacons, decidono di mettersi a dieta durante l'estate. I carboidrati non vanno demonizzati. E poi teniamo presente che la pasta non è più solo quella fatta di farina e uova. Ora penne e rigatoni sono anche a base di riso, soia, banane verdi e perfino canapa, con tutti i benefici che questo comporta. «Un recente studio ha dimostrato che la farina di banane verdi è in grado di contrastare i processi ossidativi a carico del fegato e dei reni ed ha mostrato la capacità di prevenire le complicazioni del diabete tipo 1» spiega Marco Martinelli, dottorando di ricerca all'Istituto di Scienze della Vita, laboratorio PlantLab.

I VANTAGGI

L'evoluzione della pasta ha portato anche alle «paste biofortificate», arricchite con elementi nutritivi come vitamine o minerali specifici come iodio, selenio, zinco e ferro. Proprio il selenio è coinvolto nella formazione delle selenocisteine (componenti fondamentali di alcune tipologie di proteine). La sua presenza nella dieta garantisce un minor rischio di malattie a carico del sistema endocrino, vascolare e neurologico. Questi prodotti, molto diffusi negli Usa, trasformano la pasta in un alimento funzionale in grado di accoppiare al suo classico valore nutrizionale altri elementi utili alla dieta. La pasta integrale contiene il 25% di proteine in più rispetto a quella non integrale, ha un contenuto maggiore di selenio, vitamine del gruppo B, ferro ed è più ricca in acido alfa linoleico. Le paste integrali possono contenere farina integrale di grano duro, grano saraceno, kamut o quinoa o possono essere un mix di queste. Rispetto alla farina bianca, il grano saraceno contiene un miglior equilibrio nella composizione amminoacidica ma anche sostanze antiossidanti. La farina di grano duro può essere mescolata alla farina prodotta dai semi della canapa ossia le varietà di cannabis sativa L che, beninteso, non produce Thc, il principio attivo psicoattivo illegale.

L'EQUILIBRIO NEL PIATTO

Ma come è possibile scegliere una dieta che non sia super restrittiva? «Non c'è una situazione dove mangiare più proteine che carboidrati (l'unico caso dove ridurre le quote proteiche è l'insufficienza renale) - spiega Carla Lertola medico specialista in scienza dell'alimentazione - In una dieta, intesa come corretta nutrizione, la quota calorica che dobbiamo giornalmente introdurre corrisponde in termini di carboidrati al 55-60%». Di questa percentuale, il 90% va coperto dagli amidi (zuccheri complessi contenuti nella pasta, nel pane, nel riso), il 10% dagli zuccheri semplici. Solo il 12-15% dalle proteine (che possono aumentare lievemente in alcune situazioni come gli ultimi mesi di gravidanza, oppure per gli sportivi dopo gli allenamenti). E comunque non si deve mai arrivare alle altissime percentuali previste dalle diete iperproteiche che, se perpetuate nel tempo, diventano fonte di osteoporosi e creano problemi renali e al fegato.

LA PROVA DELLA BILANCIA

Ma cereali e pasta non fanno ingrassare? «Sono le dosi e i condimenti che fanno la differenza. Secondo le linee guida della corretta alimentazione, una giusta porzione (70-90 grammi a testa) con pomodorini freschi o verdure, olio extravergine d'oliva e un cucchiaino di parmigiano è un buon compromesso - sostiene Carla Lertola - perché ha un buon potere saziante, soddisfa il palato, come tutti i cereali, concilia il sonno. Essendo a lento assorbimento, la pasta impatta meno rispetto agli zuccheri semplici sulla glicemia e sulla produzione di insulina. In più stimola la serotonina, che regola il tono dell'umore e il senso di sazietà. Di conseguenza saremo meno incentivati ad andare a svaligiare il frigorifero dopo cena. Il comportamento più errato che possiamo assumere è quindi quello di evitare i carboidrati la sera».