Un aiuto per la memoria

Fondamentale una proteina per il corretto metabolismo del nostro cervello

Alcuni ricercatori dell'università statale di Milano hanno identificata la proteina che stabilizza nelle sinapsi i recettori fondamentali nei meccanismi di plasticità neuronale e di consolidamento della memoria a lungo termine. Questa ricerca, già pubblicata sulla rivista Nature, ha evidenziato il ruolo del glutammato, un aminoacido fondamentale per il metabolismo del cervello, il principale neurotrasmettitore eccitatorio a livello del sistema nervoso centrale. Molte malattie neurodegenerative sono caratterizzate da una alterazione della funzionalità dei recettori per il glutammato a livello delle sinapsi. Il gruppo di ricercatori del dipartimento di Scienze farmacologiche e biomolecolari dell'universitò statale di Milano, coordinati da Fabrizio Gardoni e da Monica Diluca, si occupano da molti anni dello studio dell'impatto della disfunzione sinaptica nelle malattie del sistema nervoso centrale. In particolare i ricercatori hanno caratterizzato il meccanismo di funzionamento dei recettori NMDA, che svolgono un ruolo fondamentale nella plasticità neuronale e di consolidamento della memoria a lungo termine.

Il lavoro, che è stato sviluppato in collaborazione con l'università del Piemonte orientale, l'università di Bordeaux e quella di Newcastle, ha identificato e caratterizzato un nuovo meccanismo molecolare responsabile della stabilizzazione in sinapsi di alcuni recettori. I risultati di questo studio aggiungono un ulteriore importante tassello nell'identificazione di nuovi approcci farmacologici per le numerose malattie del sistema nervoso centrale, come le malattie neurodegenerative, caratterizzate appunto da una alterazione della funzionalità dei recettori a livello delle sinapsi.Le neuroscienze italiane sono al vertice del panorama internazionale da almeno un secolo. Rita Levi Montalcini è stata il personaggio più rappresentativo degli ultimi decenni, ma prima di lei altri ricercatori hanno dato lustro ai nostri laboratori. Basti pensare che, dei sei premi Nobel per la medicina vinti da italiani, ben due sono stati attribuiti a neuroscienziati: nel 1906, infatti, il riconoscimento andò a Camillo Golgi per le ricerche sull'anatomia del cervello. Ancora oggi, centinaia di ricercatori proseguono quella tradizione. Alcuni di loro sono autori di scoperte davvero fondamentali, che hanno aperto la strada a nuovi filoni di ricerca.

La struttura del cervello e delle sue cellule e i meccanismi che ne governano il funzionamento sono il settore nel quale la nostra ricerca ha prodotto i risultati più brillanti. Alcuni italiani hanno aperto la strada a interi filoni di ricerca. Tra i neuroscienziati italiani più in alto nelle graduatorie internazionali che valutano l'attività scientifica dei singoli ricercatori figura Pietro De Camilli . Dopo la laurea all'università Milano, da molti anni svolge la sua attività negli Stati Uniti, dove ha condotto studi fondamentali che lo hanno portato a chiarire alcuni aspetti del funzionamento delle sinapsi, le strutture situate fra un neurone e l'altro, responsabili della propagazione dell'impulso nervoso. Ha fondato e dirige il programma di studi sulla neurobiologia molecolare e le malattie neurovegetative nella università di Yale. È uno dei neuroscienziati più noti. A renderlo popolare è stata la scoperta dei neuroni a specchio, avvenuta nel 1992, che ha aperto la strada ad un nuovo campo di studi del quale oggi si occupano numerosi laboratori in tutto il mondo.

Commenti
Ritratto di Runasimi

Runasimi

Lun, 04/01/2016 - 00:59

Con tutto il rispetto per la grande scienziata ricercatrice Rita Levi Montalcini, non riuscirò mai a capire come fu possibile, da parte di una persona senza dubbio così intelligente da meritare il premio Nobel, sostenere lo scalcinato governo del maneggione Prodi. A VOLTE I GENI SI PERDONO IN COSE BANALI.