Arresti cardiaci, un Registro europeo per affrontarli meglio

Prima pietra miliare è una ricerca prospettica svolta in 27 Paesi. Ecco i primi dati raccolti

Riccardo Cervelli

Tutti conoscono il Pra (Pubblico registro automobilistico), principale fonte di informazioni su tutte le auto e motoveicoli immatricolati in Italia. Fino al giugno 2016, invece, pochi erano a conoscenza della nascita di un Registro Eeuropeo sugli arresti cardiaci extra-ospedalieri che si verificano in Europa e sui risultati del loro trattamento.

La prima pietra miliare di questa iniziativa è rappresentata da uno studio, EuReCa One, pubblicato il mese scorso dal European Resuscitation Council (ERC), un'associazione scientifica europea che raccoglie operatori della medicina di rianimazione e di urgenza.

«Come IRC (Italian Resuscitation Council) dichiara Federico Semeraro, presidente dell'associazione che rappresenta il referente italiano di ERC siamo lieti di essere il punto di riferimento per la raccolta dei dati dello studio per l'Italia. Desideriamo condividere questo successo con gli otto centri pilota che hanno partecipato alla survey internazionale dimostrando altissimi livelli di professionalità e collaborazione». Il nome completo dello studio è «EuReCa One, 27 nazioni, un'Europa, un registro: analisi prospettica per un mese della prognosi da arresto cardiaco extra-ospedaliero in 27 Paesi Europei» ed è indicativo sulla volontà delle nazioni europee di allearsi contro il problema degli arresti cardiaci extra ospedalieri non affrontati in modo tempestivo e adeguato.

I dati presentati in EuReCa One, relativamente all'Italia, sono stati raccolti nel mese di ottobre 2014 da AOU Ospedali Riuniti di Trieste, 118 Romagna Azienda USL della Romagna, 118 ASL Lecce, 118 Bologna Ospedale Maggiore AUSL di Bologna, 118 Milano Ospedale Niguarda Ca' Granda, Ospedale Civile di Legnano, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo Pavia e 118 AO Santa Maria degli Angeli Pordenone. In un mese stato stati censiti e analizzati 773 arresti cardiaci su una popolazione stimata di 8 milioni di abitanti. I dati raccolti nei 27 Paesi europei coinvolti nel progetto hanno prodotto risultati per 10.682 arresti cardiaci su una popolazione stimata di 174. I dati raccolti attraverso EuReCa One rappresentano una base di confronto per i diversi Paesi europei, utile a identificare le falle del sistema di intervento e cura, ma anche a diffondere la conoscenza di best-practice la cui condivisione e applicazione estesa possa consentire di aumentare il tasso di sopravvivenza da arresto cardiaco extra-ospedaliero. IRC, insieme ai partner europei, ha dato il via al reclutamento dei nuovi centri pilota per EuReCa Two, che avrà luogo nel periodo di tempo febbraio-marzo 2017. «IRC, che da sempre si batte per sensibilizzare sul tema dell'arresto cardiaco conclude Semeraro - si augura che questo progetto divenga uno stimolo per le Istituzioni italiane affinché la cultura della rianimazione cardiopolmonare sia inserita tra le priorità dell'agenda politica».