L'allarme sui bambini: cresce il numero di ricoveri per abuso di alcol

Epatiti e tumori i rischi maggiori a cui vanno incontro i minori. La prima sbornia arriva già a 11 anni

I bambini e l’alcol è uno dei temi che tiene banco nelle ultime settimane. Sempre più bassa l’età in cui i minori si avvicinano agli alcolici e la prima sbornia arriva verso gli undici anni. A dare l’allarme è il professor Alberto Villani, responsabile dell’Unità operativa complessa di Pediatria generale e Malattie infettive dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, e presidente della Sip, la Società italiana di pediatria. Villani ha raccontato a quotidiano.net l'esperienza avuta con tre minori, di un'età compresa tra i 12 e i 13 anni, ricoverati in Rianimazione per abuso di alcol. Uno dei quali salvato in extremis.

Il professore ha sottolineato “Sui media arriva solo la punta dell’iceberg della deriva etilica delle nuove generazioni. Basta fare due chiacchiere coi tassisti che nelle notti di venerdì e sabato riaccompagnano a casa tantissimi bambini stravolti dall’alcol dopo serate nei chioschetti e locali”. Di nuova generazione una terribile abitudine dall’America, chiamata binge drinking, bere fino a ubriacarsi, l’assunzione cioè di cinque o più bevande alcoliche, consumate in brevissimo tempo, anche in sole due ore. Come ha spiegato Villani il ceto sociale dei bambini che si avvicinano a queste pratiche non ha alcuna importanza, così come il loro sesso. Maschi o femmine, ricchi o poveri, poco importa.

Tutti possono possono cadere in questo pericolosissimo gioco. Più rilevante la loro situazione di vita. I bambini che rischiano maggiormente sono “Generalmente soggetti che vivono una profonda solitudine esistenziale. Non praticano sport, non suonano strumenti, hanno una vita vuota che riempiono con vino, birra e superalcolici”, come ha evidenziato Villani. E i rischi per la salute sono naturalmente devastanti, come spiegato dal pediatra “Nell’immediato vanno incontro al coma etilico, a lungo termine possono sviluppare danni al sistema nervoso centrale che si traducono in rallentamenti e tremori. Per non parlare delle conseguenze a livello epatico, cirrosi e tumori compresi”.