Campagna per i pazienti con mieloma multiplo

Luisa Romagnoni

Riflettori puntati sul mieloma multiplo. Un tumore del sangue, raro, molto aggressivo, difficile da curare, con il quale convivono almeno 14mila italiani. In genere viene diagnosticato tra i 65 e i 70 anni, ma non sempre: più di un terzo dei pazienti (il 37%), al momento della diagnosi, ha un'età inferiore ai 65 anni. Cure risolutive al momento non ce ne sono, ma i recenti risultati della ricerca, hanno reso disponibili trattamenti, in grado di migliorare sopravvivenza e qualità della vita.

Molte speranze, soprattutto per il trattamento delle forme recidivanti, sono riposte su nuove opzioni terapeutiche come carfilzomib, un inibitore del proteasoma cellulare. Il farmaco, approvato di recente in Europa (ora in fase di negoziazione con Aifa), utilizzato con altri due farmaci lenalidomide e desametasone, determina una risposta profonda e un incremento della sopravvivenza, senza progressione di malattia di 26,3 mesi, con una riduzione del dolore osseo e miglioramento della qualità di vita.

«Con l'introduzione dei nuovi farmaci la sopravvivenza mediana dei pazienti è quasi raddoppiata. Questo dato è molto più significativo nella popolazione più anziana, non candidabile alle strategie trapiantologiche, e ha di fatto rivoluzionato la storia naturale della malattia», afferma Valerio De Stefano, direttore area di ematologia, fondazione policlinico universitario A. Gemelli, Roma. «La disponibilità di un armamentario terapeutico complesso ci permette sia di adottare trattamenti di salvataggio efficaci in caso di ripresa di malattia sia di prescrivere nelle fasi di risposta clinica terapie di mantenimento sostenibili sul piano clinico. Oggi la gestione del mieloma multiplo avviene per via ambulatoriale per la maggior parte del percorso terapeutico». Per dare voce ai diritti delle persone con mieloma multiplo è decollata «Amplificami», una campagna di sensibilizzazione, realizzata da Amgen, supportata da Favo (www.favo.it). «Con questa campagna - dichiara Francesco De Lorenzo, presidente Favo -vogliamo facilitare l'accesso alle cure dei malati».