Il cuore ritorna a pulsare

Un milione di italiani ha gravi disturbi alle valvole cardiache

Le malattie delle valvole cardiache colpiscono un milione di italiani, sono misconosciute anche se la mortalità è elevata quando non trattate: solo il 2% pensa sia giusto preoccuparsene. In Italia la stenosi aortica colpisce più di 300 mila pazienti over 75 anni, «Oggi i progressi della cardiologia sono tali che si possono salvare gran parte dei pazienti», afferma il professor Maurizio Viecca, primario della cardiologia dell'ospedale Sacco di Milano, un centro universitario di eccellenza cardiologica, con una struttura di oltre 80 persone di cui 24 cardiologi e 4 emodinamisti. L'emodinamica del Sacco è l'unica struttura pubblica che da oltre dieci anni è attiva a Milano con personale presente in sala operatoria 12 ore al giorno, poi scatta la reperibilità. La direzione strategica presieduta dal dottor Alessandro Visconti è impegnata con Viecca in un progetto per l'attivazione costante di tutti i servizi di diagnostica. «Il trattamento delle valvulopatie - aggiunge Viecca - ha raggiunto risultati impensabili nel passato. Si possono individuare facilmente, diagnosticare e curare»

Dal 1975, anno in cui nacque il Gruppo Italiano di Studi Emodinamici (GISE), il ruolo del cardiologo interventista è stato sempre più determinante. I 258 centri, attivi in Italia, hanno realizzato un ricco database di più di 330mila procedure di cardiologia interventistica l'anno, quasi 1.000 al giorno. Secondo dati ISTAT, la mortalità per eventi cardiovascolari nel periodo 1970 -2008 si è ridotta del 63%.

«Il rischio di andare incontro ad una malattia delle valvole cardiache cresce con l'età. La stenosi aortica precisa il professor Viecca è la forma più comune nei Paesi sviluppati, interessa tra il 2% e il 7% degli over 65 ma dopo i 75 anni colpisce il 13% della popolazione. Se diagnosticate tempestivamente le malattie delle valvole cardiache possono essere curate e consentire una buona qualità di vita. Una valvola si ripara con procedure non invasive, sino alla più recente TAVI, un intervento endovascolare per sostituire la valvola aortica senza arrestare il cuore e quindi senza circolazione extracorporea».

Il Dipartimento di Cardiologia del Sacco ha acquistato da poche settimane un sistema angiografico computerizzato per il trattamento di numerose patologie cardiache, tra i primi ad essere installato in Italia. «É un sofisticato sistema composto da un angiografo collegato a Tac, Eco e Risonanza magnetica che operano in sinergia, consentendo all'emodinamista una grande precisione e rapidità», spiega Jacopo Oreglia, 42 anni, responsabile dell'area emodinamica. «Durante le procedure come la sostituzione della valvola aortica, la plastica della valvola mitralica, stent coronarici e carotidei o interventi di angioplastica sui vasi periferici, è fondamentale poter ricevere il maggior numero possibile di informazioni.».

Il cardiologo con queste metodichea ha il controllo totale dell'avanzamento del catetere. Al Sacco vengono trattati dai 36 ai 50 pazienti alla settimana. Dopo 2 o 3 giorni il cardiopatico è dimesso senza necessità di riabilitazione, prescritta invece per l'intervento cardiochirurgico. Numerosi Pazienti ultra 84enni hanno già lasciato il Sacco riacquistando la mobilità e dimenticando i dolori anginosi, le vertigini, l'affanno. In questi giorni la Fondazione un Cuore Per Milano ha deciso di donare un ecocardiografo per aumentare il numero di esami di circa 200 al mese. .